Visita a sorpresa di Cameron a Kabul: «Tra pochi mesi ritireremo le truppe»

Visita ufficiale non annunciata a Kabul da parte del premier britannico David Cameron. La visita è la prima di un leader straniero che riceve il nuovo presidente afghano Ashraf Ghani. Cameron ha incontrato, oltre che il capo dello Stato, anche i principali ministri afghani, fra cui quello della Difesa. Il premier britannico ha assicurato agli afghani che «non vi lasceremo soli, anche se le nostre forze da combattimento si ritireranno entro la fine dell’anno». Parlando accanto al presidente afghano Ashraf Ghani,  Cameron ha sottolineato che «noi tutti condividiamo un obiettivo comune: un Afghanistan più sicuro, stabile e prospero». Cameron ha poi ricordato i grandi progressi fatti negli ultimi anni e osservato che «il popolo dell’Afghanistan merita un governo efficace e legittimo che possa costruire un futuro migliore per le sue famiglie». Commentando la situazione che si creerà all’inizio del 2015, quando i militari della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza (Isaf) avranno lasciato il suolo afghano, il premier britannico ha confermato che «entro la fine di quest’anno tutte le nostre unità da combattimento rientreranno in patria, ma – ha aggiunto – noi non vi lasceremo soli perché continueremo la nostra missione di addestramento delle forze afghane». Riferendosi poi alle tensioni elettorali e alla imminente costituzione di un governo di unità nazionale in Afghanistan, Cameron ha detto: «So che che il nuovo governo di unità nazionale dovrà superare molte difficoltà, ma spero che il presidente Ghani e il Chief Executive Officer (coordinatore del governo), Abdullah Abdullah, sapranno farvi fronte». Questa è stata la 13/a visita di Cameron in Afghanistan, dove Londra ha mantenuto un contingente militare in ambito Isaf secondo solo a quello degli Stati Uniti, perdendo 453 uomini, gli ultimi cinque dei quali in un attentato del 26 aprile scorso.

Per la prima volta dal 2012 i conservatori britannici guidati da David Cameron tornano in testa, in un sondaggio condotto da YouGov e pubblicato dal Sun. Emerge così che i Tory raccolgono il 35 per cento dei consensi, secondo il rilevamento, seguiti dai laburisti di Ed Miliband al 34 per cento. Una distanza ravvicinata ma indicativa visto che è la prima volta in due anni che si registra un sorpasso rispetto all’opposizione, e questo a sette mesi dalle prossime elezioni politiche fissate per il 7 maggio 2015 per cui la battaglia e la campagna elettorale è di fatto già avviata. Il sondaggio è stato condotto su un campione di oltre 2.000 persone interpellate tra martedì e mercoledì, registrando così una sorta di “reazione a caldo” dopo il discorso del primo ministro Cameron a conclusione del congresso Tory mercoledì a Birmingham con cui ha lanciato la sua sfida per restare a Downing Street promettendo tagli alle tasse. A condurre a questo risultato forse è stata proprio la promessa elettorale figlia di un braccio di ferro che dura da tempo tra Londra e Strasburgo: così i conservatori guidati dal premier minacciano di tirarsi fuori dalla carta europea dei diritti dell’uomo. E presentano un piano che il ministro della Giustizia definisce fattibile e legale per assicurare che sia il parlamento britannico ad avere l’ultima parola” sulle leggi votate a Westminster in materia. Cameron aveva ribadito il tema, cavallo di battaglia Tory, nel suo discorso di chiusura al congresso ora però la promessa elettorale si fa concreta con il ministro della Giustizia Chris Grasyling che ha presentato il piano in dettaglio: se i conservatori rimarranno al potere, una nuova carta dei diritti verrà elaborata con la garanzia che i tribunali e il parlamento britannico abbiano l’ultima parola. Grayling ha sottolineato che così si potrà «ripristinare il senso dei diritti umani» in Gran Bretagna, con riferimento in particolare alle decisioni sul soggiorno a presunti terroristi e criminali o al voto ai detenuti, che sono al centro dello scontro a distanza tra Londra e Strasburgo.