Usa, sale la fobia di Ebola. Un altro caso sospetto alle Hawaii. E l’Onu getta benzina sul fuoco

Sale la fobia della pandemia dell’Ebola negli Stati Uniti: cuovo caso sospetto di Ebola negli Usa, stavolta alle isole Hawaii. Una persona – secondo l’emittente Abc – è stata messa in isolamento per gli accertamenti del caso, per aver mostrato sintomi compatibili con quelli provocati dal virus della febbre emorragica. È ricoverato al Queen medical center di Honolulu. Melissa Viray del dipartimento alla Sanità dello Stato delle Hawaii ha specificato: «L’ospedale dove si trova il paziente e sta prendendo tutte le precauzioni necessarie per l’isolamento dell’individuo e per la sicurezza della comunità, come è giusto che sia. Tuttavia – ha precisato – non è ancora certo che la persona abbia il virus dell’Ebola. È ancora un’ipotesi». Le autorità sanitarie del Texas hanno ordinato a quattro membri della famiglia di quel paziente affetto da Ebola diagnosticato a Dallas di rimanere in casa e non ricevere visite per evitare possibili diffusioni del virus. L’ordine è stato consegnato nelle ultime ore ai familiari di Thomas Duncan, riferisce Nbc, e rimarrà in vigore almeno fino al 19 ottobre, quando il periodo di incubazione non sarà trascorso. Inoltre, le autorità chiedono ai familiari di fornire campioni di sangue e di sottoporsi ad ogni eventuale test richiesto. Ed è salito ad almeno 100 il numero delle persone che in Texas in queste ore vengono strettamente monitorate a causa di una loro possibile esposizione al virus dell’Ebola. Sotto controllo sono le persone che hanno avuto un contatto col paziente liberiano ricoverato a Dallas e anche quelle che hanno avuto un contatto con queste ultime. Le autorità sanitarie spiegano comunque che nessuna delle persone messe sotto controllo mostra al momento sintomi riconducibili al virus. E che solo un gruppo ristretto è stato messo in isolamento. Il gruppo comprende i familiari del paziente e i medici e paramedici che lo hanno trasportato in ospedale e gli hanno dato i primi soccorsi. Intanto, inspiegabilmente, l’Onu getta benzina sul fuoco: «Il virus dell’Ebola potrebbe mutare e diffondersi per via aerea se l’epidemia non verrà tenuta sotto controllo velocemente»: a lanciare sul Telegraph quello che è un vero e proprio scenario da incubo è Anthony Banbury, capo della missione Onu che in Africa Occidentale sta monitorando il virus. «L’epidemia di Ebola è il peggior disastro cui ho mai assistito», ha aggiunto: «Non ho mai visto niente di simile e con un grado di pericolosità così elevato nella mia carriera, durante la quale ho attraversato emergenze, guerre e disastri naturali – ha detto Banbury, che lavora per le Nazioni Unite dal 1988».