Ucraina, due bambini muoiono toccando un ordigno inesploso. A Berlino è lite per gli aiuti umanitari

Due bambini sono rimasti uccisi e cinque feriti in Ucraina orientale in seguito all’esplosione di un ordigno. Lo hanno reso noto le autorità locali. I sette, studenti, hanno trovato un ordigno inesploso che è saltato in aria quando hanno cercato di spostarlo. La tragedia è avvenuta a Zougres, 30 chilometri a est dalla roccaforte dei separatisti filorussi Donetsk. Intanto si apprende che un convoglio tedesco di aiuti umanitari è già in viaggio verso l’Ucraina: lo scrive il settimanale der Spiegel, secondo un’anticipazione. Oltre cento camion, provenienti da 17 città tedesche, con a bordo materiale del valore di circa 10 milioni di euro, dovranno effettuare la consegna dei beni il 13 ottobre, quando sul posto ci sarà anche il ministro per lo Sviluppo tedesco Gerd Mueller. A bordo dei camion si trova materiale edilizio, letti da campo, coperte, stufe e strumenti da riscaldamento. Arrivato al confine fra Polonia e Ucraina, il materiale sarà trasferito su mezzi ucraini, che lo distribuiranno in cinque città dell’est del Paese, particolarmente colpite dall’emergenza provocata dal conflitto. L’iniziativa del ministro Mueller, tuttavia, ha scatenato un litigio nel governo di Angela Merkel, stando allo Spiegel: la ”messa in scena” del ministro dello Sviluppo che programma un viaggio sul posto è stata criticata al ministero dell’Interno, e anche nel ministero di Frank-Walter Steinmeier, (Esteri), la missione è stata accolta con sorpresa, dal momento che gli aiuti umanitari competono al suo dicastero. Continua intanto lo scambio di accuse tra Mosca e Kiev per l’atroce morte di un operatore svizzero della Croce rossa internazionale, Laurent DuPasquier, rimasto ucciso in un bombardamento da parte del governo di Kiev che si è abbattuto giovedì sera su Donetsk, mentre nella roccaforte dei miliziani filorussi nel sud-est dell’Ucraina continuano i combattimenti tra separatisti e forze governative per il controllo dell’aeroporto. Le autorità ucraine puntano il dito contro i ribelli parlando addirittura di “un atto terroristico” per intimidire le organizzazioni internazionali, ma Mosca ribatte che sono le forze armate di Kiev ad essere responsabili di quanto avvenuto perché a uccidere il 38enne DuPasquier proprio davanti alla sede della Croce rossa sarebbe stato un missile sparato da un lanciarazzi multiplo Uragan da Krasnogorivka, 20 chilometri a ovest di Donetsk. Pur non indicando potenziali colpevoli, anche la missione di monitoraggio speciale dell’Osce sostiene che a uccidere l’operatore svizzero della Croce rossa possa essere stato un sistema missilistico ucraino.