Tutto chiaro: agli italiani solo caramelle avvelenate. Renzi inizia a mostrare il suo vero volto

Alla fine Renzi chiamerà a sé i presidenti delle Regioni e i sindaci “amici” chiedendogli di non fare troppo baccano perché altrimenti rischiano di rompegli il giocattolo. E lui, senza il giocattolo, non va da nessuna parte e a perderci sarebbe il Pd. Troveranno un accordo di basso livello, con un contentino agli enti locali, così da vivere tutti felici e contenti la fiaba della sinistra al governo. L’incognita è l’opinione pubblica che il premier pensava di conquistare con un altro siparietto pubblicitario. Niente da fare, gli è andata male anche se spunteranno come funghi i sondaggi giusti, quelli favorevoli, mandati in pasto alle redazioni dei giornali filogovernativi. Gli è andata male perché è chiaro a tutti il trucco: strombazzare la riduzione della pressione fiscale e non avere problemi di cassa attraverso un aumento subdolo delle tasse. Non è un gioco di parole ma il gioco di Renzi. Una caramella avvelenata. Durante la stagione del governo di centrodestra, quando nasceva l’esigenza di tagliare qualcosa alle Regioni o ai Comuni – e si parlava di sprechi, non di altro – il Pd insorgeva dicendo che a farne le spese sarebbero stati i cittadini. Ora il premier stanga sia Regioni che Comuni, non per dare spazio all’antipolitica ma per recuperare denaro. Questo vuol dire cancellare i servizi essenziali, a meno che gli enti locali non decidano di stangare i residenti. Nella situazione attuale, tanto per fare un esempio, verrebbe indebolito al massimo il trasporto pubblico locale e quindi per milioni di pendolari sarebbe un inferno andare al lavoro. Lo stesso dicasi per il servizio sanitario nazionale, già sfiancato da tante riduzioni economiche. E le scuole? Erano stati promessi tre miliardi e 700mila euro, ora svaniti nel nulla. Dal primo settembre 2015 – grazie al genio di Renzi – su 8.400 scuole autonome complessive, ben 1.200, attualmente in reggenza, saranno private persino del responsabile di sede. Scontato l’aumento delle spese per le famiglie, che già oggi devono far fronte ai costi delle mense e persino ad aiutare gli istituti scolastici ad acquistare la carta igienica e i mobiletti per le aule. Superfluo toccare il tasto delle grandi opere, basta sottolineare che è venuto meno il finanziamento di alcune tratte dell’alta velocità. Non una parola, men che meno un intervento, invece, per le spese folli dovute all’immigrazione. O ai campi nomadi. Solo un grande bluff, che dimostra quanto Renzi sia pericoloso.