Tutti contro De Magistris, dal Pd agli ex amici dell’IdV: gli si vieti la dimora a Napoli

Non sembra affatto il comportamento di un sindaco sospeso, di un «sindaco di strada», come vittimisticamente si definisce De Magistris. Da come parla, dai luoghi frequentati –  sempre attaccato alla porta di Palazzo San Giacomo – sembra che non si senta affatto un ex. E in attesa di poter rioccupare la sedia più importante del Comune arringa le folle, dice di non volersi arrendere ma lo fa dai luoghi stessi nei quali non dovrebhe mettere piede. E probabilmente usufruendo dei mezzi legati a una funzione che ora non può esercitare. Le regole valgono per tutti. Come se Silvio Berlusconi parlasse e dichiarasse dagli scranni del Senato… Figuriamoci. Così con questo atteggiamento finisce per procurarsi gli strali di tanti di tutti, anche di ex amici, di parte del Pd oltre che di esponenti dell’ Italia dei Valori. Tutti sono contro di lui. Le accuse sono pesanti. Inizia Amedeo Laboccetta, vicecoordinatore campano di Forza Italia ed ex parlamentare Pdl, che ha reso noto, con un comunicato, di aver «inviato un esposto in Procura nei confronti di Luigi de Magistris per chiedere di accertare se continua a usare l’auto di servizio e il cellulare comunale anche ora che è sospeso dalla funzione di sindaco. Allo stesso modo – ha aggiunto – è importante sapere se il Prefetto gli ha revocato o meno la tutela assicuratagli dalla Polizia di Stato e dalla polizia municipale visto che si tratta di una misura di protezione legata all’incarico e non a specifici pericoli personali. Nulla contro l’uomo, per carità – ha continuato Laboccetta – ma qualche dubbio sul ruolo che de Magistris continua a esercitare sul Municipio persiste se addirittura l’ufficio stampa del Comune di Napoli in un comunicato ufficiale ha annunciato la presenza del «sindaco sospeso» (letterale) a un evento alla Mostra d’Oltremare: a che titolo – conclude Laboccetta – il cittadino de Magistris viene citato in un atto ufficiale dell’Amministrazione comunale?». Ma a sorprendere sono i toni e le richieste da parte Pd. La senatrice Angelica Saggese ha chiesto al Ministro dell’Interno e al Prefetto di Napoli addirittura un provvedimento di divieto di dimora a Napoli per De Magistris, associato a quello di sospensione. La richiesta – spiega Saggese in una nota – è stata fatta «in base ai comportamenti fin qui tenuti. Sollecito questo intervento – afferma Saggese – prima che la situazione, alla luce delle provocazioni che de Magistris sta inscenando, diventi incontrollabile con un danno enorme per le istituzioni. Dal momento dell’emissione della sentenza di primo grado e della conseguente sospensione dalla carica di primo cittadino, in applicazione della Legge Severino, stiamo infatti assistendo a uno spettacolo indecoroso. Dinanzi ad una sentenza che si può non condividere ma non si può non rispettare, l’ex primo cittadino ha dimostrato un assoluto disprezzo per chi lo ha condannato e sospeso annunciando con dichiarazioni ufficiali che non avrebbe, nei fatti, rispettato il provvedimento e sostenendo altresì che avrebbe continuato ad esercitare quella carica, in modi diversi, ancorché sospeso dalle sue funzioni».

«La legge è uguale per tutti. E chi è condannato deve dimettersi. Non si possono usare due pesi e due misure», incalza il segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Messina. «Abbiamo sempre detto che i politici indagati devono fare un passo indietro. Perché devono essere liberi di difendersi. Così fece di Pietro quando ricevette un avviso di garanzia. Peraltro, la sentenza che ha sospeso De Magistris non riguarda la sua attività di sindaco di Napoli, ma fatti pregressi, quando De Magistris faceva il magistrato».