Siringhe (e non solo) nei cortili delle scuole: a Roma e Napoli asili-inferno

Ora parlano di choc, tirano in ballo le responsabilità di chi deve pulire, qualcuno accenna ai controlli da parte degli insegnanti. Ma la verità è tutt’altra, la conoscono i genitori, la conoscono i residenti, la conoscono tutti coloro che hanno protestato e non hanno avuto nemmeno uno straccio di risposta. La notizia è di quelle che lasciano il segno: un bambino di quattro anni si è punto con una siringa mentre si trovava nel cortile di un asilo di Roma.

Non solo siringhe, la protesta dei residenti

Nel giardino c’erano addirittura tre siringhe usate. Il piccolo ha fatto il test per l’epatite C e tra sei mesi dovrà sottoporsi a quello per l’Hiv. I carabinieri e gli ispettori della Asl Roma C hanno posto sotto sequestro l’area verde dove hanno accesso oltre 600 studenti tra scuola elementare e asilo. Tra l’altro l’area verde era stata già oggetto di esposti da parte delle maestre. E in tanti protestavano per la presenza di tossicodipendenti nella zona. Il problema è proprio questo, si dà la caccia al responsabile del degrado ma nessuno parla di chi – con i suoi comportamenti – rende i quartieri ad alto rischio. Nel mirino spesso cadono infatti le scuole. Molte sono le proteste, ad esempio, per la presenza di immigrati o profughi nelle vicinanze dei plessi scolastici («urinano sui muri degli edifici, proprio dove entrano i bambini», denunciano in molti. «Si mettono in mutande sui balconi che sono di fronte alla scuola»). A Fossa dell’Osa, zona Est, davanti alla scuola elementare, nelle ore notturne e di domenica, la prostituzione la fa da padrona.

Bambini lasciati allo sbando

A Napoli la situazione non cambia. Di recente la protesta: una scuola materna, la Lezzi, da anni versa in condizioni penose. I bambini sono costretti  allo slalom, all’ingresso della scuola, tra escrementi umani e siringhe e fazzoletti intrisi di sangue. Le mamme insorgono e la terza municipalità è costretta a correre ai ripari, con consigli straordinari pur di risolvere l’annoso problema. Una richiesta non impossibile: mettere telecamere di sorveglianza sulla facciata della Chiesa contigua all’edificio. Solo questo. Una richiesta avanzata da tempo. E senza motivo nessuno ha ascoltato.