Sinodo, su famiglia e gay l’altolà dei vescovi “conservatori”

Forse qualcuno ha parlato troppo presto e, invece, quando c’è di mezzo la Chiesa è molto più saggio contare fino a dieci prima di farsi travolgere da facili entusiasmi. Che poi è esattamente quel che è capitato in queste ore a Nichi Vendola ed alla solita Luxuria, al secolo Vladimiro Guadagno, tra i più lesti a salutare con commenti trionfalistici  alcune riflessioni dei vescovi sui temi della famiglia e sull’omosessualità. Ad onor del vero va detto che qualche sbavatura nella comunicazione sui lavori del Sinodo c’è stata anche da parte degli stessi organizzatori, come dimostrano alcune reazioni  di importanti esponenti delle gerarchie vaticane, a cominciare dal cardinale Müller, il prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Müller è solo la punta di un iceberg. Al di là dei toni felpati e del linguaggio diplomatico, l’ala cosiddetta conservatrice del sinodo è molto più estesa di quel che la comunicazione vorrebbe far apparire.

È sicuramente tra questi monsignor Rino Fisichella, presidente del Pontificio Consiglio per la nuova evangelizzazione e membro del Sinodo“Così com’è – ha detto – ‘non voterei’ la Relatio post disceptationem (il sunto delle varie opinioni emerse durante la discussione all’interno del Sinodo, ndr) presentata lunedì scorso dal cardinale Erdo, ma questo è ovvio perché si tratta di un documento di lavoro provvisorio che ancora deve essere sottoposto all’ulteriore lavoro dei circoli minori”. Sempre Fisichella ha spiegato che nel suo “circolo minore” (assemblee suddivise in base ai gruppi linguistici) sono stati dibattuti i paragrafi della Relatio riguardanti il tema dell’omosessualità. Il vescovo ha pochi dubbi: “Il documento finale faccia emergere molto di più la bellezza della famiglia cristiana”.  

Gli fa eco il cardinale di Barcellona Lluis Martinez Sistac: “La disputatio – ha detto – c’è stata”. Anche per lui c’è la necessità di emendare il testo-base “perché il testo così non poteva andare”.  “C’è stata una discussione molto ricca – ha aggiunto  a sua volta l’americano mons. Joseph Edward Kurtz, arcivescovo di Louisville – ed è importanza mettere in luce la testimonianza di amore e anche di sacrificio da fare all’interno delle famiglie”.

Vendola e Luxuria sono serviti.