Scontri di Bologna: tra i fermati un antagonista che era già stato denunciato 67 volte

È stato condannato a otto mesi per lesioni e resistenza a pubblico ufficiale Matteo De Pietri, il manifestante arrestato sabato durante la manifestazione dei gruppi antagonisti contro il presidio di Forza Nuova in centro a Bologna. Il giudice Rita Zaccariello, nel corso del processo in rito abbreviato, ha riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti alle aggravanti. Il pm Antonello Gustapane aveva chiesto due anni di condanna. De Pietri, originario di Savona, era stato fermato sabato sera nel corso della protesta organizzata da alcuni gruppi antagonisti contro il presidio di Forza Nuova organizzato in piazza San Domenico. Il ragazzo, a volto coperto, con un casco in testa e uno scudo di plastica tra le mani, una volta bloccato ha tirato calci per opporsi al fermo della polizia, provocando ad un agente del reparto mobile di Padova una lesione guaribile in 10 giorni. I reati contestati sono in concorso con ignoti ancora da identificare. Il giudice  Zaccariello è la stessa che a marzo ha assolto in primo grado 21 anarchici del circolo anarchico bolognese Fuoriluogo per i reati di associazione a delinquere con l’aggravante del terrorismo e delle finalità eversive. «La città deve sapere che siamo intenzionati a non subire più aggressioni premeditate alle forze dell’ordine. Ci sono 19 agenti feriti. Tutte le riprese testimoniano che è stato un attacco premeditato». Lo ha detto, a margine del Consiglio Comunale, il sindaco di Bologna, Virginio Merola, commentando gli scontri di sabato. «Si voleva impedire al governatore della Banca d’Italia di parlare così come a quelli di Forza Nuova. È evidente – ha aggiunto – che siamo solo di fronte ad atti violenti e teppistici che non hanno nulla di politico e ci comporteremo di conseguenza». Per quanto riguarda le convenzioni tra Comune e alcune delle realtà che sabato hanno manifestato, Merola ha detto che per decidere il da farsi verranno valutati gli esiti delle indagini e le relazioni delle Forze dell’ordine e della Municipale, ma ha spiegato che non ci possono essere rapporti «con chi teorizza e soprattutto pratica l’uso della violenza. Chiederemo a tutti chiarimenti sulle loro intenzioni». Il dubbio è che strutture del Comune siano state usate per prepararsi agli scontri: «Verificheremo punto per punto se questi centri sono luoghi dove si preparano azioni illegali». Quanto all’atteggiamento dei manifestanti, Merola ha criticato il loro ergersi a censori del bene e del male: «Questi che diritto hanno di accusare altri? – ha detto – Pensino a se stessi, la smettano di arrogarsi a giudici, nessuno li ha nominati tali. Scontino le pene che meritano. Si costituiscano invece di nascondersi dietro una manifestazione». Gli incidenti sono stati materia di dibattito in Consiglio comunale. «Cosa volete, l’agnello sacrificale, volete il morto fra le forze dell’ordine o fra i passanti inermi? Io non discuto il diritto a manifestare civilmente, io discuto quelli che alle manifestazioni ci vanno bardati con scudi, caschi, spranghe, bombe carta, passamontagna, manganelli, tirapugni». L’ha detto, nel suo intervento la leghista Mirka Cocconcelli. Nel suo intervento la consigliera ha criticato la linea tenuta dall’amministrazione: «Se le manifestazioni non sono autorizzate, perché non vengono bloccate? Perché i delinquenti di professione non vengono mai puniti severamente? Ricordo che uno di loro è stato denunciato 67 volte, altri 40/45 volte, eppure sono sempre lì a far danni. La linea ultramorbida, di lasciare sfogare questi sfascisti sembra fatta apposta per evitare grane a chi governa la città, ma questa linea ha fallito miseramente».