Salvare la grammatica per non buttare a mare l’italiano: una giornata per pensarci su

La grammatica questa sconosciuta. Ma più che le regole grammaticali sono proprio quelle ortografiche ad essere vilipese tra i banchi delle superiori. È quanto emerge dagli esiti della Giornata proGrammatica, un’iniziativa che vuole valorizzare la conoscenza della lingua italiana e delle sue regole. Promossa da “Radio3 – La Lingua Batte” e dal ministero dell’Istruzione, ha il sostegno dell’Accademia della Crusca e dell’Associazione per la Storia della Lingua Italiana. L’appuntamento ha offerto l’occasione al portale Skuola.net per proporre una sorta di decalogo degli errori più comuni tra i ragazzi dell’ultimo anno delle scuole superiori messo a punto “interrogando” 1400 studenti.

Ed ecco la top ten degli orrori grammaticali: 1 su 3 sbaglia la grafia di “qual è”, 1 su 10 usa l’apostrofo con l’articolo indeterminativo maschile, 1 su 10 non usa l’apostrofo con l’articolo indeterminativo femminile, 1 su 10 scrive “c’è ne sono”, 1 su 6 scrive sufficente anziché sufficiente, 1 su 2 scrive cosa al posto del più corretto che cosa, 1 su 3 scrive sé stesso, 5% scriverebbe pultroppo, 4% scrive “a me mi piace “, 2% scrive propio.

La giornata, contrassegnata da una serie di eventi radiofonici su Radio3 Rai, ha voluto rappresentare un’ideale maratona tra la radio e le scuole d’Italia per promuovere e valorizzare la nostra lingua in tutti i suoi aspetti. Il tema scelto quest’anno è la punteggiatura. È emerso che ragazzi e ragazze scelgono fra i segni di punteggiatura il punto interrogativo, i puntini di sospensione ma anche il punto esclamativo. Questi segni d’interpunzione – ci spiegano- sono un po’ la metafora del loro stato d’animo: tante le domande di cui cercano la risposta ma che sono anche l’espressione della curiosità e del bisogno di conoscenza; poi ci sono i dubbi, le “sospensioni”, le incertezze, le indecisioni, quel vivere in sospeso quasi su una nuvoletta tutta per sé; ma non mancano gli stupori e le meraviglie che trovano appunto nel punto esclamativo il loro approdo.

Sempre in occasione della giornata il sito Wuz, il social dei libri, ha pubblicato un elenco di dieci titoli “imperdibili” per scrivere in corretto italiano. Una piccola biblioteca per comprendere che la grammatica non è statica né piatta ma in continua evoluzione pur all’interno di regole che vanno conosciute e praticate, ed è interessante conoscere sia le origini delle parole, sia le parole che si stanno perdendo sia la nuova terminologia che, complice l’uso dei social, si impone nel lessico contemporaneo.