Responsabilità civile dei giudici, passo indietro del governo. E FI va all’attacco

Nonostante  i presunti “strappi” di Renzi, il Pd continua a fiancheggiare il partito delle toghe. Il ministro della Giustizia Andrea Orlando (uno dei “giovani turchi” di largo del Nazareno) ha presentato un emendamento del governo sulla responsabilità civile dei magistrati che di fatto ne riduce notevolmente l’impatto e la portata. Va all’attacco Lucio Malan, secondo il quale l’emendamento del Guardasigilli  «autorizza di fatto  le toghe a fare tutto ciò che vogliono». Se dovesse passare questa proposta di modifica, continua il parlamentare azzurro, non ci «sarà più alcun margine alla responsabilità civile dei magistrati». «E questo – conclude Malan – alla faccia del referendum e del testo completamente diverso che era stato messo a punto dalla Commissione Giustizia del Senato». Secondo Francesco Nitto Palma, presidente forzista della Commissione Giustizia del Senato, ci troveremmo persino di fronte  a «una retrocessione rispetto alla legge Vassalli». «Vi è una diminuzione della casistica sia sotto il profilo della colpa grave sia sotto taluni aspetti tecnici come le motivazioni», spiega Palma rilevando come «l’unica cosa in più che c’è rispetto alla legge Vassalli, oltre all’abolizione del filtro che era già stata fatta in commissione, è che i magistrati che oggi pagano, indipendentemente dall’entità del risarcimento, un terzo dello stipendio netto all’epoca del fatto, circa 20mila euro, adesso grazie a questi emendamenti del Governo ne pagheranno 25mila».

Polemica anche la dichiarazione di Enrico Buemi (Psi), relatore del ddl che il governo vorrebbe emendare. «Nel momento in cui in questo Paese il Senato si autoriforma e si intaccano i diritti acquisiti dei lavoratori il fatto che ci sia solo un’area che non possa essere sottoposta ad una riforma deve far riflettere». Insomma, gira che ti rigira, i magistrati, anche per il Pd a trazione renziana, rimangono degli “intoccabili”.