Rapine e botte a Roma: era una banda di giovani romani, albanesi e nomadi

Finalmente sgominata una banda di giovani che in meno di un mese ha messo a segno almeno 23 rapine a coetanei all’interno delle aree pubbliche della metro B. Si tratta di quattro ragazzi (due 19enni e due 17enni) e di due ragazze (una 21enne e una 17enne). I componenti della banda accerchiavano le vittime, le minacciavano utilizzando a volte un coltello e si facevano consegnare cellulari (di solito iPhone), soldi e altri oggetti di valore.

Calci, morsi e pugni alle “vittime”

Chi opponeva resistenza veniva aggredito con calci, morsi e pugni. Le ragazze facevano da “palo” e perquisivano le tasche del malcapitato di turno per rubare portafogli e altri oggetti di valore. I due maggiorenni (un romano e uno di origini albanesi) si trovano in carcere mentre i due 17enni in un centro di accoglienza per minori. La ragazza minorenne, una romana, è ai domiciliari mentre la maggiorenne è stata indagata in stato di libertà. Si tratta di ragazzi giovani nullafacenti, con precedenti specifici. Tra loro anche due nomadi di origine bosniaca.

Se la ridevano sul Facebook

Si vantavano su Facebook delle rapine. Sul social network pubblicavano foto dei soldi ricavati e i momenti di svago subito dopo “il colpo”. Proprio l’analisi dei profili in rete dei ragazzi, assieme alle registrazioni delle telecamere di videosorveglianza delle fermate della metropolitana sono stati utili agli investigatori per risalire agli autori delle rapine violente. Gli episodi si sono verificati tra giugno e luglio all’interno delle stazioni della linea B, in particolare a San Paolo e Marconi. La banda generalmente individuava le vittime ai tornelli e, dopo aver accertato che non ci fossero altre persone, entravano in azione accerchiandole e minacciandole anche con coltelli. In un caso un ragazzo di sedici anni che ha provato a reagire è stato preso a calci e pugni sulla banchina e ricoverato in ospedale per fratture al naso.