Ragazzino seviziato, il responsabile chiede scusa ma resta in carcere. Corteo a Pianura: ora giustizia

Ora è dispiaciuto Vincenzo Iacolare, il giovane accusato di aver seviziato il 14nne a Napoli e ha chiesto scusa al ragazzo e alla famiglia. Assistito dall’avvocato Antonio Sorbilli, Iacolare ha fornito al gip la sua versione dei fatti, che già conosciamo tramite le incredibili giustificazioni dei parenti:  era solo uno scherzo. L’indagato ha negato di avere abbassato i pantaloni del quattordicenne e ha sostenuto di avere poggiato il tubo dell’aria compressa sopra la stoffa. Resterà comunque in carcere, così ha stabilito il gip Antonio Cairo, per i reati di tentativo di omicidio e violenza sessuale. Il giovane, secondo il gip, non poteva non immaginare che il suo gesto avrebbe avuto conseguenze devastanti sul quattordicenne. Quanto alla violenza sessuale, il giudice ritiene la sussistenza del reato perché anche se Iacolare non intendeva abusare sessualmente di lui comunque ha violato l’intimità del ragazzo.

”Chi ha sbagliato deve pagare”, è il commento di Stefania, la mamma del ragazzino seviziato alla notizia della convalida della custodia cautelare. “Resta un vigliacco – afferma – perché quando mi ha vista arrivare in ospedale se n’è andato, è fuggito”. La mamma del quattordicenne si è detta “felice” perché piano piano suo figlio sta migliorando. Il papà del ragazzino ha aggiunto che dichiarandosi responsabile dell’accaduto, l’aggressore ”ha fatto la metà del suo dovere”. le lesioni inferte al ragazzino sono talmente estese che l’ospedale San Paolo di Napoli non ha ritenuto ancora di sciogliere la prognosi. L’intervento – ha spiegato Biagio Trojanello, direttore del reparto di chirurgia – “è stato complesso ed è durato cinque ore”. In ogni caso il ragazzo è in lento e progressivo miglioramento ed è seguito dagli psicologi dello sportello antiviolenza. Alcune centinaia di persone nel pomeriggio si sono radunate all’ingresso nel quartiere Pianura per partecipare al corteo che chiede giustizia per la vittima delle sevizie: due striscioni portati dai ragazzini, uno dei quali portato dagli amici di Davide Bifolco, il 17enne ucciso da un carabiniere agli inizi di settembre, nel Rione Traiano, poco distante da Pianura.