Putin sferza l’Occidente («basta incomprensioni») e dà un calcio a chi lo critica

Complessi di inferiorità nei confronti dei leader occidentali nessuno («Kissinger mi disse: tutte le persone per bene hanno iniziato a lavorare  nei servizi segreti. Io pure»), alcune mosse azzeccate sullo scacchiere internazionale (Siria), consensi in crescita all’interno della Santa Madre Russia, visione strategica all’altezza con i tempi ed economia in crescita. Vladimir Putin non arretra di un passo sul fronte dell’Ucraina, ma lancia messaggi rassicuranti all’Occidente. Nel corso dell’annuale Forum della Vtb Bank il leader del Cremlino ha detto di augurarsi che le incomprensioni con Ue e Stati Uniti siano presto superate perché non giovano a nessuno. L’Ucraina, però, sta pagando più di tutti la scelta europea. Tanto che la Banca mondiale è stata costretta a tagliare le previsioni sul Pil dell’anno in corso portando il calo, fino a giugno previsto in non più del 5%, all’8.  Il leader del Cremlino spera in una «stabilizzazione politica» dopo le elezioni del 26 ottobre, auspica di «superare le incomprensioni con l’Occidente» e nega possibili restrizioni ai movimenti di capitali stranieri dopo le sanzioni, ma conferma gli aiuti alle società colpite dalle restrizioni “ingiustificate” volute da Europa e Usa. La Russia si attrezza per una più concreta liberalizzazione economica che prevede il collocamento sul mercato anche di quote importanti delle più grandi compagnie energetiche di Mosca. L’occidente, insomma, faccia un esame di coscienza, «perché – sottolinea Marco Tronchetti Provera – per noi la Russia resta un mercato strategico».  Con riferimento alla Pirelli Tronchetti Provera fa sapere che la società «intende  investire ancora in terra russa e non teme l’attuale situazione». E le sanzioni occidentali?  «Non hanno effetti sul business della società, che ha stretto anche una alleanza con Rosneft. Negli ultimi cinque anni– ha precisato –  nel nostro settore, ho visto una crescita e un miglioramento, anche se ora c’è un rallentamento generalizzato dell’economia». La Russia come un’opportunità, insomma, soprattutto dopo che Putin ha confermato il rispetto dei principi del Wto a cui alcuni dei cosiddetti “padri fondatori” sembrano aver abdicato. Tutto questo nello stesso momento in cui dopo le nostre sanzioni e le immancabili ritorsioni, il nostro agroalimentare sta soffrendo, perde quote di mercato in Russia e viene sostituito dalle derrate di Paesi meno precipitosi di noi nell’adeguarsi ai diktat Usa.