Pericolo “frane” sui mercati: la Consob lancia l’allarme, dopo le “montagne russe” in Borsa

Pericolo “frane” sui mercati finanziari. A mettere in guardia i risparmiatori dal rischio scottature, è il Risk outlook della Consob, il bollettino semestrale con cui la Commissione analizza i trend sui mercati e la situazione economica, allo scopo di circoscrivere le aree di maggior pericolo. Dopo la cavalcata delle borse nella prima parte dell’anno e il calo dei rendimenti bond sovrani e societari, “i mercati finanziari sono tornati ad esprimere maggiore cautela a fronte di un sistema finanziario europeo ancora esposto a molteplici rischi. La debole crescita economica, la fragilità delle finanze pubbliche e il persistere di premi al rischio estremamente contenuti potrebbero innescare, infatti, improvvise correzioni nei prezzi, compromettendo il sentiero di stabilizzazione”. Il risk outlook (che analizza dati al 30 settembre, prima delle turbolenze di ottobre) identifica l’area più a rischio nelle obbligazioni societarie europee, di cui viene messa in luce “la dinamica discendente dei rendimenti”, con tassi “attorno al 2%” per titoli con rating inferiore alla tripla “B” e “attorno all’1%” per quelli con un merito di credito superiore. All’appiattimento dei rendimenti tra titoli di diverse classi di rischio (molto più pronunciato che negli Usa) si associa l’aumento delle emissioni di junk bond, salite al 26% nella prima metà dell’anno, rispetto al 19% del 2013. Se il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, dopo l’altalena dei giorni scorsi ricorda che a fine settimana “andiamo a casa con un -1%, ma con un +2% rispetto a gennaio”, la Consob non vede una “bolla” nei prezzi delle azioni dell’Eurozona, le cui valutazioni sono giudicate “in linea con i fondamentali”. «Fanno eccezione le banche italiane che hanno quotazioni superiori a quelle teoriche»: una circostanza che la Consob ricollega alle “aspettative positive” generate dalla “‘pulizia dei bilanci” e dalle ricapitalizzazioni effettuate in vista degli esami Bce. A proposito di banche, la Consob ricorda come le italiane hanno attraversato il quadriennio 2011-2014 con le proprie forze (28 miliardi di aumenti e 8 di aiuti di Stato) a differenza di quelle di Spagna, Francia e Germania (che hanno totalizzato 156 miliardi di aiuti e solo 43 di aumenti). I rischi sui titoli di Stato, anch’essi reduci da calo dei rendimenti e degli spread nella prima parte dell’anno, specialmente nei Paesi periferici, sono attenuati dall’ombrello delle “misure non convenzionali” della Bce, oltre a beneficiare dei progressi dei Paesi periferici (Portogallo e Irlanda hanno concluso il programma di aiuti della Troika, la Spagna ha ristrutturato il settore bancario). Le “improvvise correzioni” nei mercati paventate dalla Consob hanno iniziato a manifestarsi con una certa violenza ad ottobre, a fronte dei timori sulla crescita globale e agli affanni dell’Eurozona, e sono culminate nei crolli delle borse della scorsa settimana. Gli investitori non sono andati tanto per il sottile, rifugiandosi in asset più sicuri, come i bund tedeschi e i treasury statunitensi, e penalizzando tutto quello che viene considerato “rischio”, dalle azioni (in un mese le borse europee hanno bruciato 810 miliardi di euro) ai titoli di stato dei Paesi più fragili (lo spread Btp-Bund è tornato a 200 punti). In questo contesto complicato il Tesoro si appresta a lanciare il settimo Btp Italia: il titolo verrà collocato da lunedì a mercoledì. Il tasso verrà fissato alla chiusura del collocamento, con un minimo garantito dell’1,15%.