«Solo la classe dirigente è colpevole. Operai e polizia sono vittime»

Sugli scontri a Roma per l’Ast di Terni non c’è da stare né dalla parte dei poliziotti né da quella dei manifestanti. Come documentano i video, i reparti della celere hanno dovuto reagire di fronte a manifestanti che avevano rotto i cordoni di sicurezza, ma questi manifestanti non erano né provocatori né estremisti di professione. Erano normali sindacalisti lavoratori esasperati da una totale mancanza di risposte sul dramma che si sta verificando a Terni, un dramma tanto più grave quanto perché avviene senza veri motivi industriali.

La situazione a Terni

Le acciaierie di Terni non sono una fabbrica decotta e fuori dal mercato. Sono un impianto produttivo che viene smantellato per una privatizzazione sbagliata che ha regalato questo gioiello della nostra industria ai tedeschi. Più volte è stato richiesto a Matteo Renzi di intervenire presso il Cancelliere Angela Merkel per evitare questo scempio, ma il nostro Presidente del Consiglio, in ossequio ai principi liberisti europei, se ne è guardato bene dal farlo; per lui come tutti i politici “liberal” l’interesse nazionale non esiste, lo ha ripetuto più volte anche in occasione della vendita di marchi italiani a capitali stranieri.

Le responsabilità sono chiare

Per cui non prendiamocela né con i lavoratori né con i poliziotti: prendiamocela con una classe dirigente che della sudditanza antinazionale ha fatto la sua bandiera e ci sta trascinando in una crisi economica sempre più grave perché non sa o non vuole difendere  il nostro interesse nazionale in economia.