Nozze gay, Alemanno sta con Alfano: «La legge parla chiaro, se Marino crea il registro faremo ricorso»

«La circolare del ministro Alfano non è una scelta ideologica ma un atto dovuto per rafforzare il lavoro delle prefetture nel far rispettare le leggi vigenti. Noi siamo pronti a fare ricorso al prefetto di Roma se l’assemblea capitolina dovesse approvare la delibera sui matrimoni gay». La posizione di Gianni Alemanno, intervenuto stamane a Uno Mattina, è chiara anche sul riconoscimento futuro dei diritti delle coppie di fatto. «Il registro delle unioni civili che stanno istituendo illegalmente alcuni sindaci di centrosinistra non ha valore giuridico ed è quindi un imbroglio – aggiunge – Personalmente io sono contrario alle unioni civili, se queste diventano un matrimonio di serie B. Diverso è ragionare sul riconoscimento di diritti individuali, ma temiamo che il riconoscimento dei matrimoni gay sia il primo passo per consentire alle coppie omosessuali di accedere alle adozioni. Su questo punto siamo pronte a fare le barricate, perché i bambini non sono un giocattolo, ma hanno diritto ad una famiglia composta da un padre e da una madre, non da un genitore 1 e un genitore 2».
Nel centrodestra è diversa la posizione di Mara Carfagna, che invita Renzi a dire una parola sulla decisione di Alfano. «Renzi aveva promesso un disegno di legge sui diritti delle coppie di fatto entro settembre e non lo ha fatto», spiega la responsabile del dipartimento diritti civili di Fi Mara Carfagna al Tg4. «FI ritiene che la decisione di Alfano non faccia altro che evidenziare un vuoto normativo che va colmato. La società cambia, è in evoluzione, la politica ha il dovere non di assecondare queste evoluzioni ma di regolarle».