Le Pen: «Dagli immigrati violenze a raffica. E la sinistra è complice»

La Francia “muore” per l’inerzia del governo socialista e dell’opposizione neogollista rispetto al problema dell’immigrazione clandestina. È tempo di “sospendere” Schengen e dichiarare «guerra a questo fenomeno»: parola di Marine Le Pen, leader del Front National, che si è recata a Calais, il porto sulla Manica dove migliaia di migranti clandestini si accalcano ogni giorno sperando di riuscire a imbarcarsi per raggiungere la Gran Bretagna.

L’attacco della Le Pen al governo socialista

Nella cosiddetta “Lampedusa del Nord”, la leader del Fronte nazionale ha denunciato «l’incuria del potere» in materia di flussi migratori, suscitando reazioni da parte del governo di François Hollande. «C’è una scandalosa incuria del potere che non fa nulla per aiutare i cittadini di Calais», ha tuonato nella conferenza stampa che ha chiuso la sua missione nella cittadina portuale del Nord della Francia, 75.000 abitanti, dove la situazione è sempre più tesa. Per volontà del ministro dell’Interno, Bernard Cazeneuve, ai 350 agenti già in servizio, si sono aggiunti altri 100 poliziotti e gendarmi, di cui 70 destinati esclusivamente alla sicurezza del porto. Ancora nei giorni scorsi un gruppo di 300-400 migranti, per lo più originari d’Etiopia e d’Eritrea, ma anche di Siria, Afghanistan e Iraq, ha preso d’assalto i tir fermi ai posti di controllo in attesa di imbarcarsi. Alcune risse sono scoppiate tra campi di migranti di diverse nazionalità. Le forze dell’ordine sono dovute intervenire con i lacrimogeni e per la prima volta anche in città. «Qui non c’è più nessuna legge, c’è la giungla, la legge del più forte, la violenza, il contrario della République», ha protestato Le Pen, prendendo di mira un «governo che chiude gli occhi e non dice una parola su quello che succede a Calais». Secondo la prefettura, sono tra i duemila e i 2.300 i migranti che sostano attualmente in città, nella speranza di raggiungere l”eldorado’ britannico.

Scontro tra militanti frontisti e pro-migranti

Le Pen è stata contestata da diverse associazioni pro-migranti al grido di “Marine vattene” o “Solidarietà con i rifugiati”. Immediata la replica dei militanti di destra, che per le strade di Calais hanno intonato la marsigliese e gridato «Marine Presidente». Circondata da un folto gruppo di media locali e nazionali, Le Pen ha anche detto che bisogna «ritirare dal diritto la possibilità di regolarizzare i clandestini» e ha denunciato la «mollezza» del ministro Cazeneuve.