Ncd, la grande fuga, si moltiplicano gli addii ad Alfano: “Con Mare Nostrum toccato il fondo”

Continua l’emorragia nel Nuovo Centrodestra, un’emorragia che preoccupa non poco gli alfaniani – nonostante le dichiarazioni tranquillizzanti di Cicchitto – perché sta assumendo proporzioni notevoli. Dopo la vicenda del selfie galeotto, costato polemiche e addii (da Giacomo Bugaro, vicepresidente del Consiglio regionale delle Marche, a esponenti di spicco come Maria Rosi e Daniele Silvetti) e dopo il clamoroso addio di Sveva Belviso, ora scoppia il putiferio in Calabria. Già da tempo si respirava un certo malessere, dovuto principalmente alle scelte fin troppo buoniste sull’immigrazione. Poi il malessere è cresciuto a dismisura, rompendo qualsiasi rapporto di fiducia, con l’elettorato in fibrillazione. Alla fine, il divorzio. O meglio, l’annunciato divorzio. Un massiccio gruppo di dirigenti e militanti hanno infatti deciso di abbandonare il partito di Alfano: “Con profondo rammarico ma allo stesso tempo consci dell’oramai insostenibile e poco coerente linea assunta dai vertici regionali, provinciali e comunali del Nuovo Centrodestra, i presidenti dei 64 Circoli di Via Quartiere Militare annunciano la propria autosospensione”, ha infatti affermato in una nota il presidente del Circolo Ncd Reghion e responsabile comunicazione dei 64 circoli via Quartiere Militare di Reggio Calabria, Antonio Virduci. “Dispiace – ha aggiunto – interrompere mesi di passione, lavoro, di impegno, in cui però, lentamente, siamo stati testimoni di un sostanziale svuotamento delle istanze, delle idee, dei propositi di cambiamento e rinnovamento che avevano animato i primi passi del nuovo progetto politico. Sempre più spesso, abbiamo mal compreso il significato politico di alcune scelte dei vertici rivelatesi di difficile coordinamento con quelli che dovevano essere i nostri valori fondanti e le concrete necessità delle realtà locali. Non ci si riconosciamo più, quindi, nei princìpi e nei dettami di questo partito, sempre più vicino alle poltrone e meno alla gente, basti pensare all’appoggio fornito all’operazione “Mare Nostrum” che proprio a Reggio Calabria si manifesta ancor di più che in tante altre città nella sua dissennatezza. Al coordinatore regionale, in primis, vogliamo fare presente ancora una volta che continuiamo a non ritrovarci in alcun modo nelle logiche di gestione di un movimento politico come l’attuale Ncd”.