Morricone contro Marino: «Sul Teatro dell’Opera un atto irresponsabile»

Anche Ennio Morricone si schiera contro la scelta del sindaco Ignazio Marino di licenziare in blocco gli orchestrali del Teatro dell’Opera di Roma. «Desidero esprimere pubblicamente la mia più ferma indignazione – scrive il compositore premio Oscar alla carriera nel 2007  – per quello che sta avvenendo in queste ore all’Opera di Roma». Morricone in una lettera di solidarietà e sostegno firmata con Luigi Lanzillotta, direttore dell’Orchestra Roma Sinfonietta definisce «il licenziamento di una realtà artistica e musicale con un secolo di vita, un atto gravissimo, irreparabile, una ferita portata non solo alla Musica e alla cultura tutta, anche ai valori fondanti del nostro vivere civile».

Un triste capitolo per la cultura italiana

«Brucia ancora la sciagurata chiusura delle Orchestre e cori Rai di Roma, Milano e Napoli: fermiamoci e non annunciamo con le chiusura anche dell’Opera di Roma un altro triste capitolo per la Cultura e convivenza civile in Italia» aggiunge Morricone, secondo cui la decisione è ancora più grave perché, nel momento di una grave crisi economica come quella che stiamo vivendo, valori come questi «dovrebbero essere salvaguardati a tutela di un patrimonio che tutto il mondo ci invidia». Un altro punto che Morricone vuole evidenziare è l’impatto che esternalizzazione e precarizzazione avranno sulla qualità artistica, che «nasce dall’affiatamento e dalla consuetudine del lavoro assieme che i musicisti portano avanti con serietà, dignità e tranquillità delle loro condizioni professionali». Il musicista di colonne sonore che hanno fatto la storia del cinema aggiunge poi come non sia giusto che le responsabilità vengano addossate esclusivamente ai lavoratori della musica: «Di certo la gestione del Teatro – spiega nella lettera – può essere razionalizzata, modernizzata e quindi migliorata, ma non possono portarne il peso unilateralmente coloro che, dopo aver vinto severi concorsi internazionali, con l’impegno costante in Orchestra e nel Coro, e attraverso il faticoso e continuo studio a casa dello strumento e della vocalità hanno fatto grandi questo Coro e questa Orchestra».

La scelta del sindaco danneggia l’immagine dell’Italia

Infine Morricone punta sull’immagine dell’Italia che i 182 del Costanzi portano nel mondo: «Il Coro e l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma sono una compagine di prim’ordine, un grande Coro e una grande Orchestra italiane. E non lo affermo solo per averli diretti recentemente, o per il rapporto professionale che mi lega a tanti loro componenti, ma soprattutto perché è stato più volte dichiarato dalla stampa nazionale e internazionale, ad esempio nelle recenti tournée in Giappone e al prestigioso festival di Salisburgo dove, diretti da un Maestro del calibro di Riccardo Muti, hanno riportato caldi e unanimi consensi. C’erano loro, lì a suonare e a cantare, quelli stessi che ora si tenta di dimettere e di ridurre al silenzio».