Matera capitale europea della Cultura, l’ex sindaco Buccico: «Fui io a proporla, ma non diventi un suk»

«Matera ha vinto la sua sfida. La candidatura a capitale europea della Cultura nel 2019 la lanciai per scommessa quando ero sindaco e senatore, sarebbe stata un’occasione per ricostruire un’egemonia culturale della città». Nicola Buccico per anni si è battuto per “risvegliare” l’anima della sua Matera, lo ha fatto quando era sindaco negli anni 2007-2009 e ha continuato la sua battaglia anche quando sindaco non lo è stato più.

Classe 1940, avvocato, ex sindaco, ex senatore di An, ex presidente del Consiglio nazionale forense ed ex componente del Csm, fu il primo a credere «nella possibilità che una città del Sud potesse ottenere questo prestigioso riconoscimento». Il “Secolo d’Italia” lo ha intervistato.

Da che cosa nasceva tanta sicurezza?

Matera ha una sua straordinaria unicità dal punto di vista storico. I Sassi rappresentano  il cammino dell’uomo, la traccia della sua apparizione e del suo cammino  sul territorio. Questa unicità morfologica della città, queste case scavate nelle rocce testimoniano proprio l’evoluzione dell’umanità attraverso le varie epoche fino al Novecento. Ma nello stesso tempo si trova  in una posizione geografica  eccezionale: fino al 1658 è stata la capitale della Terra d’Otranto per cui ha ricevuto i grandi influssi bizantini. Matera non è Lucania, è Basilicata come è scritto nella Costituzione italiana. Ed è la più meridionale delle città, attraverso lo Ionio arriva nel Mediterraneo diventando così ponte naturale dell’Europa.

Dopo la candidatura che è successo?

La Giunta di sinistra seguita alla mia naturalmente ha portato avanti il lavoro, ma la prima cosa che ha fatto è stata quella di mettere da parte le nostre esperienze. Noi però abbiamo lavorato lo stesso nell’interesse della città perché l’obiettivo è il bene il comune, non l’interesse particolare.

E adesso cosa si aspetta?

Il cammino difficile comincia ora. Quindi bisogna predisporre le condizioni ambientali migliori per poter essere  degni di una nomina di questo genere e certamente si affacceranno molti altri protagonisti alla vista pubblica e politica per il 2019.

Matera dal punto di vista politico e intellettuale riuscirà a far fronte a questa sfida?

Riuscirà se riconquista la sua unità sostanziale e attualmente non c’è grande unità.

Per molti anni Matera è stata anche una città simbolo del degrado del Sud…

… una delle capitali della civiltà contadina. Era una città a vocazione agricola. Poi nel 1952 è stata approvata la legge di svuotamento dei Sassi perché la situazione di promiscuità, in cui vivevano uomini e animali nelle grotte scavate  dagli uomini, non poteva essere considerata  igienica e sono sorti i quartieri. Ma è sempre esistito un nucleo di grande e importante borghesia intellettuale.

L’equazione Matera uguale Sassi regge?  

Regge se non trasformiamo Matera in un suk, in una cartolina illustrata, nei gadget di ceramica così come accade ad Alberobello con i Trulli. Deve mantenere la sua specificità che non può essere ridotta a un’icona da souvenir.