Marino licenzia gli orchestrali, il vicesindaco li difende: al teatro dell’Opera la farsa di Sel

«Dopo la vergognosa conferma del licenziamento di 182 tra coristi e orchestrali del Teatro dell’Opera, è previsto in Campidoglio un incontro tra i lavoratori licenziati e i capigruppo della minoranza. Mi chiedo se anche Sinistra e libertà parteciperà a questo incontro, poiché dichiararsi contrari ai provvedimenti del sindaco Marino e poi al tempo stesso far parte della sua maggioranza, esprimendo peraltro il vicesindaco è fin troppo comodo». Così Federico Rocca responsabile enti locali Fratelli d’Italia – Alleanza nazionale. «Se nella maggioranza capitolina c’è qualcuno che non condivide i provvedimenti del sindaco – aggiunge – le strade sono due: o votano contro o gli tolgono il sostegno, la terza via è la connivenza con quanto sta facendo, quindi anche con i licenziamenti al Teatro dell’Opera. Desidero comunque esprimere tutta la nostra solidarietà ai lavoratori, condannando le scelte del Consiglio d’amministrazione presieduto da Marino stesso e dal sovrintendente Fuortes che stanno assestando un colpo mortale a un’eccellenza della lirica mondiale qual è il nostro Teatro dell’Opera». In queste ore, i sindacati hanno chiesto di nuovo unitariamente il ritiro della procedura di licenziamento dei 182 lavoratori di orchestra e coro. Per risanare il teatro c’è la legge Bray del 2013, e mercoledì, «dopo il Cda della Fondazione dell’Opera ci sarà dato il verbale della riunione del Cda del 2 ottobre che ha deciso i licenziamenti – ha detto il segretario generale del sindacato Fials-Cisal Enrico Sciarra – C’è unità di vedute sul fatto che non si risana un teatro con licenziamenti ed esternalizzazioni». «Gira voce che in Finanziaria ci sarà un cospicuo taglio del Fondo unico per lo spettacolo (Fus) – ha concluso – un modo per far fallire la Bray in modo elegante».