“Marino famigliofobico”: protesta il centrodestra mentre il sindaco trascrive illegalmente 16 nozze gay

Il guanto di sfida alle istituzioni è stato lanciato con una campagna spot. Nonostante la circolare di Angelino Alfano che vieta la trascrizione delle nozze gay avvenute all’estero, nonostante la diffida del prefetto Giuseppe Pecoraro («annullerò d’ufficio gli atti»), Ignazio Marino ha scelto la strada della provocazione procedendo alla cerimonia. Sedici i matrimoni gay (cinque coppie di donne e undici di uomini) celebrati all’estero trascritti dal sindaco in qualità di ufficiale dello stato civile del Comune di Roma. Fuori dal Campidoglio hanno protestato gli attivisti contrari ai matrimoni tra omosessuali e molti esponenti del centrodestra. In piazza c’erano l’azzurro Ignazio Tredicine e numerosi giovani di Forza Italia. C’erano l’europarlamentare di Ncd Barbara Saltamartini, il coordinatore romano del partito Gianni Sammarco e il capogruppo in Campidoglio Roberto Cantiani. Forze di polizia hanno presidiato lo spazio sotto la statua di Marc’Aurelio. La scalinata che arriva in piazza Venezia era transennata. Tanti gli striscioni di protesta: «No alle unioni civili. Marino via da Roma», «E mo’ pure questa: il sindaco legislatore», «Le famiglie romane non arrivano a fine mese e loro pensano ai matrimoni gay». Non sono mancati i battibecchi tra i manifestanti e alcuni giovani favorevoli all’idea del chirurgo dem. Forza Italia ha srotolato in piazza Campidoglio l’enorme striscione “Marino famigliofobico”. Insieme a loro a protestare c’era anche il comitato della famiglia con lo striscione “La famiglia non è una trascrizione”. In piazza è stato portato poi anche un altro enorme striscione con scritto “Una finta trascrizione non cancella il disastro della tua amministrazione”, firmato Forza Italia giovani. Nella sala della Protomoteca, mentre Marino procedeva alle registrazioni, è entrata Lavinia Mennuni, consigliere comunale di Ncd, che ha avuto un alterco con un ospite e poi con qualche coppia di sposi.
La provocazione di Marino è stata subito contestata da Alfano: «Ha firmato trascrizioni per nozze gay. Ribadisco per l’attuale legge italiana ciò non è possibile. La sua firma non può sostituire la legge: ha fatto il proprio autografo a queste rispettabilissime coppie». Il Vicariato di Roma ha manifestato il suo dissenso con un editoriale su Roma Sette (il settimanale della diocesi di Roma) a firma di Angelo Zema. L’articolo parla di scelte “illegittime” in «un contesto dal tono hollywoodiano» e «dal chiaro sapore demagogico». Il duro commento di Maurizio Gasparri: «Quello di Marino è un atto di banditismo. La sua sfida alle istituzioni e alla legge è ridicola. Per quello che ha fatto andrebbe rimosso». Dal canto suo, l’ex sindaco Gianni Alemanno ha sottolineato: «L’iniziativa di Marino è un atto illegittimo e illegale che deve essere non solo annullato ma anche sanzionato dalla magistratura. Con quale faccia si può chiedere ai cittadini il rispetto della legge quando il sindaco per primo commette deliberatamente e con ostentazione un abuso d’ufficio?».