Marino deraglia sulla Metro C: «Non so quando aprirà, io non conto niente»

«In riunione con i rappresentanti di Metro C. Nessuno uscirà dal Campidoglio finché non avremo soluzioni certe e data sicura». L’ultimo tweet di Ignazio Marino è diventato anche la sua ultima bugia. A distanza di quasi 24 ore, il sindaco di Roma è stato sconfessato per l’ennesima volta. Di certezze, ormai, non vi è nemmeno una. Anzi, solo un paio e non fanno fare una bella figura al chirurgo genovese. La prima è che la metro C non verrà inaugurata secondo la data prefissata, l’11 ottobre, come andava annunciando da mesi la giunta di centrosinistra. La seconda è che la bocciatura arriva direttamente dal ministero dei Trasporti e per motivi di sicurezza. Una bocciatura che era stata preannunciata da almeno una decina di mesi, dato che alla fine di dicembre 2013, dagli uffici del ministero era arrivato sul tavolo del sindaco un dossier di circa duecento pagine dove erano stati elencati i “compiti” ancora da fare. Compiti che, in tutto questo tempo, non sono stati eseguiti. Del resto a Marino e al suo assessore alla Mobilità, Guido Improta, importava prima di tutto della chiusura dei Fori imperiali, un interesse che è diventato una vera e propria ossessione e che ha perseguitato la giunta sin dal suo primo giorno di insediamento in Campidoglio. Hai voglia a minacciare, come ha fatto mercoledì sera Marino, che è arrivato a dire di avere voglia di «prendere a calci nel sedere» i responsabili del ritardo. Il giorno dopo, invece, il primo cittadino è diventato  più accomodante, forse perché qualcuno dalle parti di Palazzo Chigi deve avergli fatto notare che non gli conviene andare a caccia di responsabili, perché rischierebbe di trovarli dalle parti del Pd e dei suoi alleati. Oggi il decisionista Marino, interpellato sull’apertura della prima tratta della Metro C  ha fatto previsioni vaghe, da astrologo dilettante. «La data? Dipende dal lavoro della commissione», ha risposto nel più classico degli scaricabarile. «Io non posso indicare quanto tempo la commissione riterrà necessario per esaminare la documentazione ma credo che tutti abbiamo l’interesse a far bene e in fretta affinché vinca Roma e la metropolitana apra». Leggeremente più ottimista Improta: «I tecnici stanno preparando la documentazione. Obiettivo è aprire la metro in condizioni di massima sicurezza. Mi auguro che se non riusciamo entro sabato ad avere tutte le autorizzazioni, lo slittamento possa essere contato nel giro di giorni». E se non ci si riesce, si può sempre imprecare davanti alle telecamere dando la colpa agli altri. Come se il sindaco di Roma fosse stato eletto solo per andare alle inaugurazioni in bicicletta e per tagliare i nastri.