L’ultima trovata di Marino: pedonalizzo il Tridente, al mio segnale scatenate l’inferno

Dopo la mazzata della chiusura al traffico cittadino dei Fori Imperiali, arriva la mannaia della pedonalizzazione del Tridente Mediceo: il sindaco Marino è pronto alla fase due del progetto di inibizione alla viabilità da infliggere ai romani. Al ko definitivo da sferrare ai commercianti del centro storico. 

Da lunedì, dunque, il Tridente sarà presidiato dalla polizia municipale ai varchi di via Ripetta, via Capo le Case, via Condotti, via dei Pontefici e salita San Sebastianello, almeno fino al prossimo 7 gennaio, quando, dalle 6.30 alle 19, dal lunedì al venerdì, saranno attive le nuove telecamere. Intanto il caos regna sovrano sin da ora, con i commercianti di zona sul piede di guerra, e pronti a una class action contro le nuove disposizioni capitoline che comporterebbero gravi danni al loro settore.

E a poco servono le delucidazioni e le giustificazioni rilasciate a riguardo: «Voglio sgombrare il campo da ogni dubbio. Non abbiamo mai pensato di chiudere la Ztl Centro Storico a moto e motorini. Il provvedimento riguarda esclusivamente la Ztl A1, ovvero l’area del Tridente Mediceo», postava ieri Ignazio Marino sul suo profilo Facebook. Un chiarimento che nulla toglie e niente aggiunge a una considerazione di base, impossibile da non fare: isolare il cuore pulsante della città eterna, recidendo attraverso la pedonalizzazione i collegamenti con le arterie principali, sarà consono all’esperienza da chirurgo ligure, non certo segno di abilità amministrativa richiesta a un sindaco della capitale. Un sindaco che, al contrario di quello che lui stesso paventa, dichiarandolo, sarà ricordato eccome dai romani, per tutte le iniziative “green” come quest’ultima appena varata, prese non certo in ossequio alle reali necessità dei cittadini o alle urgenze metropolitane. «Io appartengo alla generazione che irresponsabilmente parcheggiava a piazza del Popolo, dove a ogni ora del giorno e della notte c’erano 1.000-1.500 macchine parcheggiate – ha ricordato fiero del suo ultimo provvedimento Marino –. Oggi tutti noi possiamo godere di una piazza del Popolo pedonale, dove passeggiare, prendere il sole, sedersi. Credo che tra 30 anni nessuno ricorderà chi ha pedonalizzato piazza di Spagna o via del Babuino, ma tutti ne godranno».

Per ora, intanto, in molti lo subiranno: o meglio, quasi tutti tranne le cosiddette «categorie speciali» (lavoratori notturni, mezzi al servizio dei disabili). Per il resto, il permesso di circolazione è vietato a tutti coloro che non siano mezzi pubblici, taxi, ncc e volanti della polizia. Cioè a tutti coloro i quali hanno già subito la chiusura dei Fori Imperiali e ora si apprestano a digerire la beffa del Tridente: tutte decisioni rivendicate in chiave auto-promozionale, ma di cui davvero sfuggono ai più utilità e visione d’insieme che dovrebbero accomunarle, a parte l’inevitabile corollario del traffico congestionato. Degli ovvi disagi per i non residenti, che in quelle zone magari devono pur andare a lavorare, e le già menzionate ripercussioni negative sul commercio e sul turismo.

Come – ci chiediamo – sarà possibile dimenticare tutto ciò?