Confronto duro in Forza Italia. È faccia a faccia tra Berlusconi e Fitto, si lavora a una soluzione

Il dibattito in Forza Italia è acceso, a tratti inaspettatamente duro. Che ci siano delle criticità non è un mistero per nessuno. Durante l’ufficio di presidenza, nel quale da molte parti si è levata l’esigenza di un cambio di passo del partito, gli animi si sono surriscaldati. È stato un crescendo dopo la proposta fatta al termine della relazione del Cavaliere di non aprire il dibattito ma di passare ai voti. L’ipotesi  ha subito scatenato  malumori, tanto che alla fine si è deciso di procedere con gli interventi. I primi due “critici” rispetto a quanto detto dall’ex capo del governo sarebbero stati quelli di Saverio Romano e Daniele Capezzone. Ma a scatenare il disappunto del Cav è stato Raffaele Fitto. Le agenzie hanno inizialmente fornito il resoconto di uno scontro frontale all’arma bianca: Fitto ha iniziato a parlare del ruolo che FI dovrebbe tenere come opposizione, con l’ex premier che lo avrebbe interrotto accusandolo di danneggiare il movimento. «Sei quello che danneggia il movimento con le continue dichiarazioni critiche ai giornali – avrebbe detto – ed è questa la causa del calo di consensi che abbiamo». Il Cavaliere avrebbe chiesto di attenersi alla linea del partito, ossia «discutiamo tutto senza problemi ma dentro Forza Italia». Non si deve destabilizzare Fi altrimenti, avrebbe detto Berlusconi, l’alternativa è il deferimento ai probiviri. Sono volate parole non proprio tenere, più o meno di questo tenore, racconta chi era presente:  «Sai come fai tu? Fai come ha fatto Fini, mi costringerai a deferirti ai probiviri». La tensione sarebbe salita alle stelle con l’ex premier che a un certo punto avrebbe anche proposto all’eurodeputato, nel caso non fosse stato d’accordo nel rispettare la linea del partito, di andarsene e farsi un suo movimento politico: «Semmai – gli avrebbe detto l’ex premier – ti allei poi nella coalizione di centrodestra». Un’ipotesi che il diretto interessato non ha accolto, ribadendo ancora una volta la sua intenzione di voler restare dentro Forza Italia: è il mio partito – avrebbe replicato a Berlusconi – così come è il tuo, presidente. Durante le “scintille” tra i due il Cav avrebbe detto al suo oppositore interno: tu sei figlio di un vecchio democristiano, qui non c’è spazio per certe cose. Parole pesanti a cui l’ex ministro non ha replicato ma ha solo smesso di parlare limitandosi a dire: io finisco qui che è meglio. Ma più tardi è Berlusconi stesso a raccontare  alle agenzie le modalità del diverbio che non ha i connotati “romanzeschi” con cui era stato dipinto in un primo momento: «Ho ritenuto di dire con franchezza a Fitto quello che penso. Ed è con questo spirito che mi sono riferito alla sua appartenenza alla tradizione democristiana e non certo con l’intenzione di mancare di rispetto né a lui né ai suoi familiari», ha chiarito, aggiungendo che «alcune agenzie di stampa hanno travisato il senso delle mie parole: voglio chiarire che mi sono rivolto a lui come un padre che vede commettere errori di valutazioni al proprio figlio».