L’Istat smentisce gli spot di Renzi: occupazione sempre in calo

Occupazione sempre più giù. In attesa del “salvifico” Jobs Act, strattonato di qua e di là tra continue modifiche e critiche, i dati sono impietosi. Nelle grandi imprese ad agosto si registra un ulteriore calo dello 0,8  per cento al lordo dei dipendenti in Cassa integrazione e dello 0,5% al netto, su base annua. Lo rileva l’Istat, spiegando che l’analisi riguarda le aziende con almeno 500 dipendenti. Su base mensile l’Istat registra un calo dello 0,1% al lordo della Cig e dello 0,2% al netto. Dati che confermano che l’uscita dalla crisi è molto lontana, malgrado gli spot renziani a suon di slides e conferenze stampa.

In calo il comparto costruzioni

Analizzando i diversi comparti, su base annuale, ad agosto nell’industria la diminuzione dell’occupazione più marcata (al netto della Cig) si registra nelle costruzioni (-4,5%), mentre tra i servizi è nel settore del trasporto e magazzinaggio che si osserva il calo più rilevante (-1,5%). Al contrario, per l’industria l’unico segno positivo registrato dall’Istat è nel settore fornitura di energia elettrica, gas, vapore e aria condizionata in cui l’occupazione aumenta dello 0,3% al netto della Cig. Nei servizi la crescita dell’occupazione più alta è quella delle attività di noleggio, agenzie di viaggio, servizi di supporto alle imprese (+2,4%), seguita dalle attività professionali, scientifiche e tecniche (+2,2%) e dal commercio all’ingrosso e al dettaglio, riparazione di autoveicoli e motocicli.

I numeri dell’Istat

Ad agosto il numero di ore lavorate per dipendente, al netto dei dipendenti in Cig, diminuisce, rispetto ad agosto 2013, dello 0,6%. L’incidenza delle ore di cassa integrazione guadagni è pari a 36,3 ore ogni mille ore lavorate, in diminuzione di 6,8 ore ogni mille rispetto ad agosto 2013. Passando alle buste paga, ad agosto la retribuzione lorda per ora lavorata (dati destagionalizzati) registra una crescita del 2,6% rispetto al mese precedente. In termini tendenziali l’indice grezzo aumenta del 5%. Considerando la sola componente continuativa (quel che arriva ogni mese), spiega ancora l’Istat, la retribuzione lorda per dipendente aumenta dell’ 1,1%, su base annua.