Legge di Stabilità: Roma e Bruxelles costrette al compromesso

Dopo la lite sulle coperture e lo sforamento del deficit sulla Legge di Stabilità Europa e Italia sono alla ricerca del compromesso per evitare strappi definitivi. «Speriamo di chiudere presto, dipende a quanto chiude la Francia, dipende da quanto sta negoziando», spiega Matteo Renzi sui margini di trattativa al tavolo del vertice Ue, «Chiuderemo come i francesi? Alla pari? Ma no. Noi italiani andremo molto meglio».

Al via le trattative

All’indomani del duro braccio di ferro tra il premier e il presidente uscente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, è scattata la mediazione politica per avvicinare Roma e Bruxelles mentre è in corso quella tecnica tra Tesoro e Commissione. Il commissario agli affari europei Jyrki Katainen, firmatario della lettera di avvertimento inviata a Palazzo Chigi, smorza i toni: «Tutti vogliamo evitare lo scenario peggiore – ha detto – la lettera è lì e tutti vedono le nostre preoccupazioni, ma non abbiamo deciso, stiamo negoziando». Una negoziazione che potrebbe portare a un compromesso sulla riduzione del deficit strutturale: Roma parte, lo ha scritto nella Legge di Stabilità, dallo 0,1%, Bruxelles punterebbe allo 0,5%. Ma tra queste due cifre ci potrebbe essere un punto di accordo. Come ha lasciato intendere lo stesso Renzi quando, di fronte alle osservazioni europee , ha risposto sprezzante: «Due miliardi? Li possiamo mettere domani mattina». Si tratta di una cifra non aggiuntiva ma già prevista dalla riserva che i tecnici del Tesoro hanno messo in campo.

La partita è politica

Circa due miliardi che – conti a spanne – porterebbero la disponibilità di Roma fino allo 0,25%. In avvicinamento in quella forchetta 0,25-0,30% da giorni sul tavolo come plausibile compromesso. La partita però non è solo tecnica ma politica, ha tenuto a precisare il premier: la cosa importante è chi decide cosa perché «dal punto di vista tecnico le risorse per trovare la soluzione sono ampiamente a portata di mano». Una mediazione che vede coinvolta anche Parigi. Il presidente François Hollande non ha voluto pubblicare la lettera dell’Europa sui “compiti a casa”: «Un testo molto banale perché contiene solamente richiesta di informazioni. Noi parliamo continuamente con la Commissione e il dialogo prosegue in un clima positivo».