La Lega diventa “romana”. Ecco (per ora) chi darà una mano a Salvini

La Lega fa proseliti a Roma, tanto da arrivare in aula Giulio Cesare. A portare le insegne verdi in Campidoglio è stato Marco Pomarici. Già presidente del consiglio comunale, Pomarici è uscito dal Nuovo centrodestra per abbracciare il progetto di Matteo Salvini: una “Lega dei popoli” radicata in tutta Italia e fortemente ancorata nel campo politico della destra.

La pattuglia di Matteo

Quello di Pomarici è solo l’ultimo nome di una ormai piccola schiera di eletti ed ex eletti che hanno scelto di aderire alla creatura dell’altro Matteo, come lo chiama Panorama di questa settimana, che gli dedica la copertina. Da Silvano Moffa all’ex parlamentare del Pdl Barbara Mannucci, fino a Massimiliano Lorenzotti, già presidente dell’ex Municipio 8, ormai si tratta di un elenco cui si stenta a stare dietro e che ora comprende anche numerosi consiglieri municipali: Luca Aubert e Simona Baldassarre nel I Municipio; Daniele Giannini, Raimondo Fabbri e Maria Gemma di Trocchio del XIII (ex XVIII) Municipio, che hanno anche già costituito il gruppo; Gianni Porfiri del IX Municipio.

Il Nuovo centrodestra paga il prezzo più caro

Tutti i consiglieri municipali, tranne Porfiri vengono dalle file del Nuovo centrodestra. «Da uomo di centrodestra non mi sentivo più rappresentato da un partito che strizza sempre l’occhio a sinistra», ha spiegato Pomarici a Il Tempo, mentre Bruno Vespa su Panorama ha rilevato che anche a livello nazionale il partito più penalizzato dall’ascesa dell’altro Matteo sarà quello di Alfano. «I numeri hanno convinto il Cavaliere a fare una netta scelta di campo in favore della Lega rispetto al Nuovo centrodestra, subendo il diktat di Salvini («Mai col ministro dell’Interno dell’operazione Mare Nostrum») senza eccessivi sacrifici psicologici», ha scritto Vespa.