Le Pen e Salvini: «Per fermare l’Ebola immediata chiusura delle frontiere e aiuti umanitari»

Sospensione immediata di Schengen con la chiusura delle frontiere interne per fermare l’epidemia di Ebola, ma anche invio di aiuti umanitari e medici nei Paesi colpiti, stop all’importazione di beni potenzialmente a rischio di contaminazione come le banane e sospensione d’urgenza dei voli diretti tra l’Europa e la capitali dei tre Paesi colpiti. Sono le misure proposte dalla leader del Front National francese, Marine Le Pen, con il sostegno del segretario della Lega Nord Matteo Salvini e dei rappresentanti delle altre tre formazioni dell’alleanza della destra anti-immigrazione al Parlamento europeo, ovvero gli olandesi del Pvv, i belgi del Vlaams Belang e gli austriaci dello Fpo. In una conferenza stampa tenuta a Strasburgo Le Pen e Salvini hanno affermato che «per scongiurare facili e controproducenti allarmismi circa le reali possibilità di diffusioni in Europa del virus Ebola serve una risposta ferma e responsabili da parte delle autorità europee e internazionali». Salvini ha anche affermato che «l’Unione europea è fuori legge perché dovrebbe rispettare l’articolo 168 che impone la sorveglianza delle frontiere contro le minacce sanitarie». Ma rispetto alla posizione netta della Le Pen a favore della sospensione immediata di Schengen, che imporrebbe maggiori costi alle esportazioni interne, Salvini ha replicato che «la salute non ha prezzo» sottolineando che «le sanzioni alla Russia fanno più danni di tutti i controlli del mondo», aggiungendo però che il provvedimento dovrebbe essere applicato come risorsa di ultima istanza.

La leader del Front National ha poi attaccato: «Vergogna alla Commissione», ha detto Marine Le Pen prima del voto sul nuovo gabinetto Jean-Claude Juncker. «Con lei il peggio sarà una certezza», ha insistito la leader nazionalista chiudendo il suo intervento. Prima aveva attaccato la squadra di Juncker per i suoi rapporti con le lobby: «Per il settore finanziario ha nominato lord Hill, lobbista per metà della sua carriera, per l’euro il lettone Dombrovskis che ha attuato un piano di austerità brutale, per l’energia lo spagnolo Arias Canete che ha fondato due società che lavorano nel petrolio e che sono ancora in mano alla sua famiglia. Un minimo di decenza in politica, almeno con le lobby», ha insistito infine la Le Pen, molto critica anche per il mandato negoziale sul Ttip.