La Uefa nel ridicolo: 6 mesi di squalifica a Tavecchio per la battuta sulle “banane”

L’Uefa tollera tutto, ma guai a dire una spiritosaggine che possa risuonare anche con un vago e lontanissimo accento razzista. Ecco che i quieti e tolleranti dirigenti europei del calcio si trasformano in inflessibili Torquemada. Di questa schizofrenia ha fatto le spese il neopresidente della Figc Carlo Tavecchio, che è stato squalificato per 6 mesi a causa di una battutta pronunciata il 25 luglio scorso che è stata giudicata «razzista» dall’Associazione europea del football. Ecco la frase incriminata: «Le questioni di accoglienza sono un conto, quelle del gioco un altro. L’Inghilterra individua dei soggetti che entrano, se hanno professionalità per farli giocare, noi invece diciamo che Opti Poba è venuto qua, che prima mangiava le banane, adesso gioca titolare nella Lazio e va bene così. In Inghilterra deve dimostrare il suo curriculum e il suo pedigree». È vero, quelle “banane”  Tavecchio se le poteva anche risparmiare. Ed è purtroppo anche vero che negli stadi cresce da tempo, e in modo preoccupante, la malapianta del razzismo. Per cui un dirigente deve stare attento a quello che dice. Ma sei mesi inflitti, solo per una becera scivolata comunicativa,  a chi rappresenta al massimo livello il nostro calcio sono una vera enormità, uno spreco di intransigenza, un’espressione di fanatismo politicamente corretto che non dovrebbe appartenere ad alcun ambito della società, tantomeno al calcio.  Una simile stupidaggine non può lasciare indifferente il mondo della politica. «Una squalifica ridicola», ha commentato Maurizio Gasparri. «Mon conosco Tavecchio personalmente, ma da oggi mi è ancora più simpatico». L’Uefa  «dovrebbe occuparsi di ben altro, come la moviola, basta guardare cosa è accaduto domenica» prosegue  l’esponenete di FI,  che poi conclude con una battuta sull’arbitro della contestatissima Juventus-Roma: «Tavecchio farebbe bene a mandare un casco di banane a Rocchi».