La Boldrini ne combina un’altra: «Lei mi deve chiamare “signora presidente”…»

Nuova assurda chiamata alla “guerra dei sessi” di Laura Boldrini. Al termine di una seduta nell’aula della Camera in cui si parlava dell’alluvione di Genova, non ha trovato di meglio che prendersela con il parlamentare genovese Sandro Biasiotti di Forza Italia, reo di aver pronunciato un intervento contenente un’offesa madornale al politically correct di cui la presidente della Camera è una fanatica. Il povero Biasiotti nel suo intervento ha osato rivolgersi a lei con l’appellativo imperdonabile di «signor presidente» e lei ha preso d’aceto. Questo il racconto: «Subito dopo il mio intervento sull’alluvione – ha detto Biasiotti – mi trovavo in Transatlantico quando la presidente Boldrini, uscendo dall’Aula, mi si avvicina. Pensavo volesse manifestarmi solidarietà per le vittime nella mia città, e invece mi dice: “lei mi deve chiamare signora presidente”, e se ne va. Beh, posso dire che la presidente Boldrini sia certamente una donna, non so se è una signora…». Possibile mai che nelle giornate cruciali che la politica sta vivendo, la presidente dei deputati possa baloccarsi e stizzirsi con queste idiozie veterofemministe? Vedere fantasie sessisti dietro ogni angolo, dietro ogni sostantivo declinato al maschile non aiuterà la dignità delle donne. Le donne che hanno la fortuna e il merito di ricoprire ruoli elevati la dignità se la sono persa de facto e non grazie a una vocale “a” al posto della “o”, non grazie a un “ministro” al posto di “ministra”.

Per fortuna non tutte le donne sono così suscettibili come la Boldrini e badano più alla sostanza, alla qualità del ruolo che occupano, che è già una risposta sul campo alla “guerra tra sessi”. Suscettibili e compiacenti sono, però i parlamentari dell’area Pd. Infatti, che per un botta e risposta che avrebbe potuto archiviarsi lì, entrino in campo le truppe cammellate in aiuto di Donna Laura, fa veramente ridere. Dopo l’“imperdonabile” reazione di  Biasiotti sono arrivate subito alla presidente della Camera la solidarietà di Ettore Rosato, che non avendo il senso delle proporzioni chiede “scuse pubbliche” a Biasiotti. E che dire di Pia Elda Locatelli  che ha proposto addirittura di aprire una sessione parlamentare sulle questioni di genere, dedicata al linguaggio? Ci manca solo questo. Via, un po’ di dignità e di realismo non guasterebbero in questo momento in un cui ci sarebbe molto ma molto altro da fare per aiutare le donne nella loro difficile quotidianità. Così come fa lei, signor presidente, non le aiuta.