Jobs Act, bagarre al Senato dei grillini. Urla e monetine contro Poletti. Grasso espelle Petrocelli

Bagarre al Senato, “sussurri e grida” in aula durante la discussione sul Jobs Act, protagonisti i cinquestelle. Urla, cartelli, qualche spintone e monetine offerte ai banchi del governo. Scoppia la rissa alla presentazione del maxi-emendamento sul lavoro e il voto di fiducia rischia di slittare. «C’è la drammaticità e l’urgenza di agire per cambiare insieme e velocemente», spiega il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti. Ma il discorso procede a singhiozzi, a causa delle grida di protesta del Movimento 5 Stelle.  «Andate a casa» è stato più volte gridato dai senatori di Grillo contro il ministro che è stato più volte interrotto. Tra i più accesi il capogruppo Vito Petrocelli, richiamato per ben due volte dal presidente Pietro Grasso e Paola Taverna. In piedi, nel corso della protesta, anche tutti i senatori della Lega. Il presidente Grasso non può far altro che espellere Vito Petrocelli dopo numerose interruzioni. Il senatore del M5S in polemica con i provvedimenti renziani aveva agitato un foglio bianco (simbolo – par di capire – della delega in bianco che il governo intende farsi dare dalla camera alta con un voto di fiducia che sa parecchio di colpo di mano) prima di fare l’«elemosina» a Poletti, consegnandogli «50 centesimi». Ma il capogruppo pentastellato non si arrende: «Non uscirò dall’Aula a meno che non mi portino via con la forza o finché il presidente Grasso non revocherà un provvedimento assurdo». «Vorrei il presidente Grasso ritornasse sulle sue decisioni, questo costituisce un pericoloso precedente», strilla Petrocelli che assieme ai suoi colleghi 5 Stelle aveva “presidiato” l’Aula nonostante Grasso avesse deciso la sua espulsione. «I grillini si stanno preparando allo show del Circo Massimo», dicono dai banchi del Pd. I toni sono ormai surriscaldati: «Il Governo Renzi procede sulla strada delle riforme, il M5S si conferma il capofila dei conservatori», afferma la senatrice Laura Cantini, componente della direzione Pd.