In Libano e in Afghanistan col volo di linea: l’ultima beffa per i nostri soldati

In missione in Libano e in Afghanistan con le borse mimetiche e gli zaini tattici a bordo degli aerei di linea: è l’ultima follia della burocrazia italiana (in questo caso del ministero della Difesa). Con la scusa della spending review si è infatti scelto di far viaggiare i nostri soldati con le comuni compagnie di linea con tanto di “check in” prima dell’imbarco. A denunciare il caso il quotidiano Il Messaggero«Per il trasporto aereo delle truppe – scrive il quotidiano romano – la cifra si aggira intorno ai 14 milioni di euro l’anno, soldi che potrebbero essere risparmiati se si usasse esclusivamente la flotta aerea militare italiana. Secondo alcuni tecnici della Difesa, però, in questi casi si accorcerebbe la vita operativa dei velivoli, sarebbero maggiori i costi di manutenzione, e sempre di meno le disponibilità in caso di emergenze». Quindi si è scelto di far partire i militari italiani, impiegati nelle ormai famose missioni di pace, in fila agli scali aerei con uomini di affari e turisti.

L’appalto con Meridiana scade nel 2014

Una situazione paradossale, che comporta imprevisti come quello capitato all’aeroporto Leonardo da Vinci di Fiumicino nei giorni scorsi. Lo sciopero della compagnia aerea Meridiana ha coinvolto anche i soldati italiani: partiti dall’aeroporto afghano di Camp Arena, hanno dovuto subire una serie di disguidi. Allo scalo tecnico di Abu Dabi, «il primo disservizio: l’aria condizionata del boeing è andata in tilt, circostanza che ha costretto i militari a una attesa forzata sulla pista di Al Bateen prima di salire a bordo. Solo a metà tragitto la situazione climatica si è poi sistemata». Attualmente i soldati impiegati nelle missioni all’estero sono circa seimila e di questi oltre quattromila sono impiegati tra Afghanistan e Libano. E sono questi ultimi i più penalizzati. Secondo quanto risulta al quotidiano romano, l’appalto di Meridiana con il ministero della Difesa terminerà il prossimo 31 dicembre. Quindi, «fino alla fine dell’anno i militari continueranno a volare sui jet di linea». Dalla ministra della Difesa Roberta Pinotti, finora, né un commento né tantomeno una scusa ai nostri soldati.