In Forza Italia vince la linea Pascale e Berlusconi “apre” alle nozze gay

In Forza Italia passa la linea di Francesca Pascale. Come infatti da lei annunciato nel corso del suo incontro con Luxuria al Gay Village, Berlusconi ha istituito il dipartimento dei diritti civili affidandone la guida a Mara Carfagna, già ministro delle Pari Opportunità. L’esperienza insegna che, quando c’è di mezzo il Cavaliere, nessuna decisione è mai definitiva e nessuna carica, pennacchio o gallone da lui elargito o a lui strappato, risulta poi perfettamente aderente alle finalità che sulla carta si prefigge di perseguire. Nulla di più facile, quindi, che lo stesso coro di consensi innalzatosi come da copione a salutare il “nuovo corso”, alla prima occasione utile e dopo uno sguardo rivolto ai sondaggi, possa intonare un inno ad una decisione di segno diametralmente opposto. Tutto è davvero possibile in quel partito se si pensa che a traghettare Forza Italia sulla sponda delle nozze e delle adozioni gay sarà quella stessa Carfagna che solo un paio di anni fa rivendicava in tv l’attualità del trittico “Dio, patria e famiglia” di fronte ad una molto perplessa Daria Bignardi.

Certo, masticheranno un po’ amaro quanti avrebbero preferito un maggior coinvolgimento degli organismi interni nell’abbracciare una causa così impegnativa (e divisiva) come le unioni tra omosessuali. Ma, si sa, Berlusconi è allergico alle liturgie dei partiti e poco incline al confronto se ha il conforto dei sondaggi. Del resto, la stessa Chiesa di Papa Bergoglio sta mostrando profonde crepe sull’argomento, segno che persino sotto il Cupolone qualcosa bolle.

La politica, tuttavia, dovrebbe essere altra cosa: riflettersi in un sondaggio suona rinuncia ad esercitare qualsiasi ruolo di guida della società. In ogni caso, siamo poi così sicuri che stavolta il Cavaliere ci abbia azzeccato? Forza Italia non è un partito in espansione, anzi. Non è che una svolta del genere, pardòn di una svoltina vista la celerità di attuazione, rischia di far uscire qualcuno che c’era senza farne guadagnare neppure uno in entrata? Tanto più che in Europa (ma anche in Italia) il rifiuto dell’equiparazione della famiglia naturale a quella omosessuale appare destinata a creare nuove sintesi e nuove identità politiche. Ma queste sono previsioni futuribili e la politica italiana, centrodestra compreso, è invece schiacciata sul “presentismo” più assoluto. I nostri dubbi sono perciò destinati a sventolare a mezz’asta. Esattamente come la bandiera della “nuova” Forza Italia se anche su questo tema continuerà a muoversi come un partito proprietario. Anzi, in comunione di beni.