I rom come i centri sociali: occupano le case e pretendono di restarci

Come i centri sociali. In alcuni casi appoggiati dai centri sociali. I rom alzano il tiro, occupano le case e pretendono di restarci. E c’è chi continua a chiudere gli occhi, a parlare di discriminazione, a non capire che c’è una differenza tra l’intolleranza e l’esasperazione della gente. «Esiste un problema di escalation della discriminazione a più livelli, dalla scuola al lavoro, dai media allo sport, acuito dal periodo di crisi economica», ha infatti dichiarato Marco De Giorgi, direttore dell’Unar, alla presentazione del dossier sull’immigrazione. E si riferiva ai rom. Solite tesi, unilaterali. Non si guarda a un’altra crescita, all’aumento dei reati commessi da immigrati e nomadi, reati che portano tensione sociale.

Prepotenze contro gli anziani

Ecco alcune delle tante vicende accadute, specie negli ultimi giorni. A Mestre i rom hanno occupato la casa di una donna anziana, approfittando del fatto che era ricoverata in ospedale. A lanciare l’allarme una vicina che ha subito chiamato la figlia: «Vieni ho visto delle persone arrampicarsi sul terrazzino e forzare la portafinestra della casa di tua mamma».

«Quando sono arrivata, mi sono trovata di fronte a una scena allucinante – ha raccontato la figlia dell’anziana – in terrazzino che fumava una sigaretta c’era una donna in avanzato stato di gravidanza e un bambino». In realtà ad arrampicarsi e a forzare la porta, secondo le testimonianze dei vicini, è stato un uomo che però poi se n’è andato lasciando lì la donna incinta e il bimbo. I poliziotti, con molta pazienza, hanno cercato di convincere la donna ad andarsene. Ma lei non ne voleva sapere, aveva la pretesa di restare, mentre nel condominio stava scoppiando una mezza rivolta da parte degli altri inquilini perché era il terzo caso di appartamento occupato nell’arco di pochi giorni sempre nello stesso palazzo.

Guai a chi si allontana dall’appartamento

Milano, zona San Siro. Una donna rom con tre ragazze hanno occupato un appartamento, anche in questo caso approfittando dell’assenza di un uomo costretto al ricovero in ospedale. Un’inquilina dello stabile aveva visto due donne rom che scendevano le scale trascinando due grossi sacchi neri. Contenevano oggetti dell’alloggio che avevano occupato nella nottata. Era una sorta di prima parte del «trasloco». In questo caso, pur se c’erano minorenni. Da qui l’allarme e l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno deciso di allontanare gli occupanti. Anche in questo caso, forti proteste degli abitanti, fermati in tempo perché si erano forniti di bastoni.
Ancora a Milano. «Guardate che stanotte hanno occupato un appartamento al quarto piano». E infatti c’erano una lastra d’acciaio piegata e spaccata, un paio di materassi all’interno, una ragazza rom con due bambine e un bambino. Controlli sui documenti. La donna, alla fine dello scorso anno, aveva già occupato un’altra casa al Corvetto. E dopo pochi mesi l’ha rifatto.

Non si dimentica, a Roma, il clamoroso caso di Maria Lorenzi, che abitava in zona Ponte Mammolo. Una domenica era uscita per andare a Ciampino dove viveva la mamma novantenne malata. Martedì mattina la sua casa, i suoi ricordi non c’erano più. Avevano occupato l’appartamento, cambiata la serratura e non la facevano entrare.