Hong Kong, gli studenti non mollano ma sale la tensione: si teme l’attacco della polizia

Sale la tensione a Hong Kong, dove le autorità hanno intimato ai manifestanti che protestano per la democrazia di «disperdersi pacificamente al più presto possibile pena gravi conseguenze». Contemporaneamente, le forze dell’ordine hanno cominciato a scaricare casse di proiettili di gomma dinanzi alla sede del governo. Gli studenti che occupano le strade centrali di Hong Kong temono che la polizia si stia preparando a sgombrarli nelle prossime ore, forse di notte. Un sito web degli studenti riporta un documento del governo dell’ ex-colonia britannica secondo il quale si sottolinea che il governo stesso «ha la responsabilità di proteggere gli uffici governativi in modo che possano riassumere le loro normali funzioni». E venerdì gli impiegati degli uffici che si trovano a Tamar, una delle aree occupate da domenica scorsa dai giovani contestatori, torneranno al lavoro dopo le vacanze legate alla Festa della Repubblica, che si è celebrata mercoledì. Leader degli studenti hanno annunciato che il movimento è pronto a promuovere occupazioni di alcuni uffici governativi se il “chief executive” Chun-ying Leung non si dimetterà entro giovedì a mezzanotte. La tensione è cresciuta quando un gruppo di giovani ha scoperto che su un’ambulanza a cui era stato consentito il passaggio portava in realtà rifornimenti di gas lacrimogeno e proiettili di gomma per la polizia. Alcuni studenti hanno affermato di essere stati avvertiti che se non se andranno saranno dispersi con la forza. L’alto funzionario Hui Chun-tak ha dichiarato che la polizia «non tollererà azioni illegali contro gli uffici governativi». Si è appreso inoltre che Pechino starebbe spiando i manifestanti scesi in strada a Hong Kong per la democrazia tramite una falsa App per smartphone. Lo riporta il New York Times. La scoperta è stata fatta dai ricercatori della Lacoon Mobile Security, un’azienda specializzata in sistemi di sicurezza informatica. In quello che si è rivelato essere un phishing attack (tecnica di social engineering finalizzata a carpire informazioni personali oppure abitudini o stili di vita), gli utenti di smartphone di Hong Kong hanno ricevuto un link su WhatsApp per scaricare un software, insieme a una nota: «Guardate questo app Android disegnato da Code4HK per il coordinamento di Occupy Central!». Peccato che Code4HK, una comunità di programmatori che hanno lavorato per sostenere il movimento per la democrazia non aveva nulla a che fare con l’applicazione. Secondo Michael Shaulov, amministratore delegato di Lacoon, è impossibile essere certi dell’origine delle false app, tuttavia ci sono chiari segnali che riconducono al governo cinese: «Gli obiettivi dell’operazione, la sede dei server e la sofisticazione dell’attacco, non lasciano molto spazio all’immaginazione». Scaricata l’applicazione, chi ha lanciato l’app ha la possibilità di accedere ai dati personali degli ignari utenti, come password e informazioni bancarie, spiare telefonate e messaggi e avere continua traccia della posizione fisica dello smartphone infettato. E quindi dell’utente. Infine il Dalai Lama osserva seriamente la situazione delle manifestazioni per la democrazia a Hong Kong, «ma è molto, molto complicato ed è difficile dire perché», ha affermato parlando con il Washington Post. «Il mio augurio è che il problema venga risolto pacificamente con beneficio reciproco. Questa è l’unica cosa che posso fare, pregare e sperare», ha aggiunto. Manifestazioni per gli studenti di Hong Kong si sono svolte in diverse parti del mondo: in particolare, al grido di “Hong Kong, sii forte”, alcune centinaia di persone hanno manifestato a Times Square a New York in sostegno ai manifestanti pro-democrazia di Hong Kong. In molti hanno sventolato simbolicamente ombrelli o piccoli nodi gialli, in omaggio alla “rivoluzione degli ombrelli” in corso nell’ex colonia britannica. “New York sostiene la democrazia a Hong Kong”, recitavano alcuni cartelli gialli esposti sotto gli enormi pannelli luminosi della famosa piazza di Manhattan.