Grillo, autogol sulla mafia: «Aveva una morale, andrebbe quotata in Borsa»

«La mafia aveva una sua morale e andrebbe quotata in Borsa». Una provocazione? No, una stupidaggine. Il giorno in cui chiudono a Roma gli Stati generali dell’Antimafia e due giorni prima della deposizione del Capo dello Stato per l’inchiesta sulla trattativa Stato-mafia, Beppe Grillo domenica ha lanciato la sua provocazione choc da Palermo, quasi a voler sfilare la “prima pagina” alla Leopolda del premier Matteo Renzi. Ma il risultato è stato sconfortante.

Lo “sfiducia day” contro Crocetta è un flop

In Sicilia per lo “sfiducia day” contro il governatore Rosario Crocetta, già in bilico di suo, il leader del M5S prima ha detto che la mafia “aveva una sua morale”, ma “è stata corrotta dalla finanza”. Poi, ha consigliato di “quotare la mafia in Borsa” perché così ci si guadagnerebbe e sottolinea come, ora, nelle “organizzazioni criminali ci siano solo magistrati e finanzieri”. Infine ha “difeso” Riina e Bagarella: «Hanno impedito” loro di andare al Colle (per la deposizione di Napolitano ndr) ma per proteggerli: hanno già avuto il 41 bis, un Napolitano bis sarebbe stato troppo…». Tutte dichiarazioni, comprese quelle rivolte al Governatore della Sicilia (“Firmate ai banchetti per la sfiducia a questo qui e lo mandiamo via questo qui non si capisce cosa sia sotto ogni punto di vista…”) che fanno gridare allo scandalo. Anche il governatore Rosario Crocetta, oggetto della contestazione, ha avuto gioco facile nel rispondere a Grillo: «Dire che la mafia aveva valori, non uccideva i bambini e si è sporcata con gli affari è una idiozia senza precedenti». «Lo sfiducia day si è trasformato in un “vaffan…grillo”. Ieri si è visto che Grillo non ha più le folle di un tempo, la manifestazione è stata un flop. Il suo isolamento dalle ali più avanzate della società è evidente».

La condanna della vedova di Libero Grassi

«Non c’è alcun pensiero dietro le frasi ad effetto di Beppe Grillo e per questo non tengo in alcuna considerazione le cose che dice, per quanto possano apparire gravi. Ritengo che il leader Cinque Stelle sia un’ invenzione mediatica». Così Pina Grassi, vedova di Libero, l’imprenditore ucciso dalla mafia nel ’91 per aver detto no agli estorsori di Cosa nostra, commenta le frasi sulla mafia pronunciate da Grillo. «Non escludo che il comico possa apparire originale e far presa su qualcuno – aggiunge – ma non certo su chi ha esperienza delle cose. Se i media smettessero di amplificare le sue sortite, non ci sarebbe più alcun fenomeno Grillo».

L’intervento-autogol di Grillo a Palermo