Genova, altri tre premi-scandalo assegnati a dirigenti sotto processo per l’alluvione del 2011

Imputati per omicidio colposo e premiati. A Genova spuntano altri casi-scandalo sulla gestione degli incentivi ai dipendenti comunali che si sono “distinti” per l’impegno e i risultati per il controllo idrogeologico, finalizzato alla prevenzione dei disastri. I premi sono stati assegnati a tre dirigenti coinvolti nel processo per l’alluvione del 2011, che provocò la morte di sei donne. Il caso è stato sollevato dal padre di una vittima e ripreso dalla stampa locale, dove è stato chiarito che Sandro Gabelli, ex capo della Protezione civile, Gianfranco Delponte e Pierpaolo Cha hanno ricevuto i premi per gli obiettivi raggiunti nel 2013, nonostante per l’alluvione di due anni prima siano a processo con le accuse di omicidio colposo plurimo, disastro colposo, falso e calunnia. E nonostante anche uno di loro, Sandro Gambelli, abbia ammesso il falso.
La vicenda si aggiunge a quella già emersa nei giorni scorsi di altri quattro dirigenti premiati con migliaia di euro per gli stessi motivi e poco prima dell’alluvione che ha devastato la città: l’ingegner Enrico Vincenzi, che a quanto riferito dai media ha ricevuto 6.100 euro; il capo dell’area tecnica del Comune, l’architetto Laura Petacchi, alla quale sono andati 17.600 euro; il responsabile della protezione civile del Comune, Monica Bocchiardo, premiata con 7.100 euro; l’ingegner Stefano Pignasco, ingegnere, a sua volta imputato per l’alluvione di Sestri Ponente del 2010 e gratificato con 9.400 euro. «Non sta a me dirlo. Devo fare il ministro e fare le cose che spettano a un ministro», è stata la risposta che il ministro dell’Ambiente, Gianluca Galletti, ha dato ai cronisti che gli chiedevano se il presidente della Liguria, Claudio Burlando, e il sindaco di Genova, Matteo Doria, si debbano dimettere dopo le proteste per l’alluvione. «Fin dal primo momento ho detto che non faccio polemica e lo scaricabarile», si è smarcato l’esponente del governo.