Ebola, undici soldati e un generale Usa in isolamento a Vicenza

Undici soldati americani rientrati dalla Liberia (uno dei Paesi africani più colpiti da Ebola) sono stati posti in isolamento nella base militare Usa di Vicenza. Tra i soldati che saranno monitorati per 21 giorni c’è anche il generale maggiore, Darryl Williams, comandante della base Usa in Africa e che ha effettuato il passaggio di consegne all’unità d’assalto paracadutisti dell’esercito statunitense nel fine settimana.

Il rischio di infezione è basso

L’ambasciata americana a Roma ha precisato che «il rischio potenziale di infezione è basso», dal momento che «in Liberia i militari non hanno avuto contatto con persone contagiate dal virus». La notizia ha comunque  creato allarme tanto da spingere il sindaco di Vicenza, Achille Variati ha calmare gli animi: «Il Prefetto e le autorità militari americane mi hanno assicurato che tutti i militari tornati dall’Africa sono sani. Nessuno di loro presenta i sintomi dell’Ebola». Da Washington è anche arrivata la notizia che il Pentagono sta prendendo in considerazione l’ipotesi di mettere in quarantena tutte le truppe americane di rientro dai Paesi colpiti dall’epidemia dell’Ebola. Al momento, sul campo, sono impegnati 900 soldati.

L’Australia sospende l’immigrazione

L’allarme crea panico in ogni parte del mondo e spinge gli Stati ad attrezzarsi. L’Australia ha annunciato una serie di misure che mirano a sospendere l’immigrazione proveniente dai Paesi dell’Africa occidentale colpiti da Ebola, nel tentativo di impedire che il virus possa arrivare sul proprio territorio. Viene dunque sospeso «il programma di immigrazione, compreso il programma umanitario». Mentre a New York la paura di contagio ha creato problemi all’interno delle scuole a molti ragazzini africani. Sin dall’inizio della diffusione del virus Ebola in Africa Occidentale, si trovano sempre più spesso a dover fare i conti con una nuova forma di bullismo. Lo ha affermato un’associazione per il sostegno agli africani, riferendo dell’ultimo caso in cui, venerdì scorso, sono rimasti vittima due fratelli in una scuola del Bronx. Secondo l’African Advocacy Council citato dalla Nbc News, i due ragazzini, di prima e terza media, sono immigrati di recente negli Usa dal Senegal e per questo sono stati apostrofati con il soprannome “Ebola” e violentemente picchiati, al punto che sono stati poi portati in ospedale.