E Grillo punta sul colpo di teatro: «Preferisco Berlusconi ai finti amici della sinistra»

Arriva sul palco cantando il suo intervento a ritmo di blues. Beppe Grillo, davanti ai militanti cinquestelle riuniti al Circo Massimo, imposta da subito il suo saluto come uno show. «Noi andremo a governare… Io non dovrei essere su, dovrei essere giù, giù, lì con voi», intona il leader M5S, annunciando «che ci riprenderemo il palazzo perché in cinque anni abbiamo fatto il miracolo, anzi siamo andati oltre il miracolo». Poi prosegue col solito repertorio, dall’autocelebrazione fino agli attacchi a Napolitano e alle accuse al governo. Ma regala al pubblico un colpo di teatro: «Preferisco Berlusconi che lotta per le sue aziende che quei ca..o di finti amici della sinistra che per venti anni hanno fatto solo i ca..i loro». Renzi, aggiunge Grillo, «è un leader senza la base, ha perso 400mila iscritti in un anno. Abbiamo più iscritti noi». «Noi siamo una base senza leader», prosegue. È il momento di galvanizzare il suo popolo e di far dimenticare il risultato deludente delle europee. «Abbiamo fatto il miracolo, siamo andati oltre il miracolo: abbiamo centinaia di consiglieri, decine di sindaci… Più o meno buoni», rivendica l’ex comico, cavandosela con una battuta rispetto alle tensioni con il primo cittadino di Parma Federico Pizzarotti. Preferisce, piuttosto, prendersela con il capo dello Stato, tornando su un vecchio tema: «Avevamo vinto le elezioni, con il 25% eravamo il primo movimento politico d’Italia, Napolitano doveva darci l’incarico». «Se noi facevamo il governo molto probabilmente la metà di questi non c’erano più. Invece hanno fatto le larghe intese dando la colpa a me che dicevo di no a Bersani», dice ancora, inseguendo poi Sabina Guzzanti e le sue battute: «Hanno impedito a Bagarella e a Riina di assistere alla deposizione di Napolitano. Era troppo per loro sopportare Napolitano dopo aver sopportato anche il 41 bis». Quando il comizio finisce, Grillo non lascia il palco. Si siede alla tastiere e inizia a suonare un giro di blues accompagnato da chitarra e batteria. «Ci vediamo domani alle 11. Faremo colazione insieme al bar, entreremo nei gazebo, non ne potrete più di me», è il saluto. Lo show must go on.