Drogarsi fa male. Ecco le 20 prove scientifiche che lo dimostrano

Drogarsi fa male e gli effetti della cannabis sulla salute sono devastanti. Basta con i conformismi e la leggerezza con cui si parla con disinvoltura di “droghe leggere”. I dati scientifici hanno un’evidenza inconfutabile sulla disinformazione. Il Dipartimento per le politiche antidroga della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha rissunto in un vademecum di 20 punti anni di ricerche scientifiche che si dovrebbero tenere a mente quando assistiamo all’estendersi del fenomeno delle legalizzazioni “per uso ricreativo”:

1- La cannabis interferisce e modifica la normale maturazione cerebrale degli adolescenti, modifica la loro personalità e la loro capacità decisionale.

2- Dà conseguenze tanto più gravi quanto più precoce è laprima assunzione e quanto è più frequente e duratura.

3- Crea un deficit dell’attenzione, della memorizzazione e, quindi, dell’apprendimento.

4- Dà difficoltà di concentrazione

5- Chi ha usato cannabis in adolescenza può perdere fino a 8 putti di quoziente intellettivo in età avanzata, rispetto a chi non l’ha usata.

6- Altera la percezione e l’interpretazione della realtà

7- Riduce la capacità di autocontrollo.

8- Riduce la motivazione ad impegnarsi ed addrontare i problemi.

9- Riduce il rendimento scolastico e lavorativo.

10- Riduce i tempi di reazione a fa aumentare la probabilità di avere incidenti stradali e sul lavoro.

11- altera il coordinamento psicomotorio

12- Crea patologie respiratorie

13- Crea disturbi sessuali

14- Produce danni e condizioni di rischio per la salute mentale ( schizofrenia e stati dissociativi, ansia, attacchi di panico)

15- Nelle persone vulnerabili aumenta il rischio di evolvere verso la tossicodipendenza da cocaina o eroina

16- Crea dipendenza

17- È in grado di creare altrazioni genetiche sul Dna

18- Altera il normale sviluppo neurologico  del feto nelle madri assuntrici.

19- Fa aumentare la probabilità di commettere violenze e atti criminali

20- La gravità dei danni risente anche della sempre maggiore concentrazione di principio attivo presente nei prodotti e l’uso contemporaneo di altre droghe sinergizzanti e di alcol.