Domenica non è sempre Domenica: se il monologo lo fa Renzi, nessuno protesta

Lui non è Kennedy e lei non è Marilyn. Eppure andrebbe scomodato il celebre Happy Birthday to you mister President cantato dalla Monroe per trovare qualcosa di analogo alla “dichiarazione d’amore” andata in onda domenica pomeriggio su Canale 5. Da una parte Barbara D’Urso, dall’altra il presidente del Consiglio. Il tono, le domande, l’approccio si sono trasformate in un megaspot per il leader Pd e attuale capo di governo. Barbara lo ha chiamato “Matteo”, come si fa con un vecchio amico, lo ha blandito, punzecchiato come potrebbe riuscirci un piumino per cipria. Si dirà: lo stile della conduttrice di Mediaset è quello con tutti. Vip, gente comune, attori, cantanti e quindi anche politici. Uno stile confidenziale che funziona e che è stato premiato dagli ascoltatori: l’ospitata di Renzi a Domenica Live ha sbancato l’Auditel.  Oltre due milioni di telespettatori, picchi di ascolto del 19%, staccata la concorrenza di Raiuno di oltre dieci punti. Dunque sarebbe improprio criticare la D’Urso. Chi non brilla per coerenza sono invece politici e giornalisti che, in precedenza,si sono stracciati le vesti contestando il fatto che una conduttrice non giornalista parlasse di politica. Ricordate le proteste di Fnsi e Ordine dei giornalisti quando l’intervista veniva fatta a Berlusconi? Stefano Corradino e Giuseppe Giulietti di Articolo 21 si indignarono per lo “spottone”: «Berlusconi si è lanciato in un un monologo, praticamente senza domande, per oltre un’ora. Ci piacerebbe conoscere il giudizio dell’Agcom su questo episodio», scrissero a caldo i due, che adesso non hanno avuto modo di sollevare neanche un’obiezione. Il leader dei Verdi Angelo Bonelli arrivò a definire l’intervento di Berlusconi a Domenica Live «semplicemente indecente». Si era in aprile e da lì a poco sarebbero arrivate le elezioni, quindi potevano essere giustificate le critiche dalla violanzione della par condicio. Ma nel dicembre 2012 ci fu un’altra ospitata del Cavaliere dalla D’Urso, nessun appuntamento elettorale in vista. Eppure il Pd, con Giorgio Merlo e Vincenzo Vita chiese l’intervento dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. La legge sulla par condicio, ricordava per l’occasione il senatore Vita, «non si applica solo allo stretto periodo delle campagne elettorali, bensì all’intera programmazione che – anche secondo una consolidata giurisprudenza – deve osservare equilibrio e parità di condizioni tra le parti politiche. Per di più, torna prepotente il tema del conflitto d’interessi». All’indomani della presenza di Renzi stavolta nessuno ha fiatato. E il Pd? Anziché la D’Urso ha scelto Federica Sciarelli. Chi l’ha visto?