Dolce e Gabbana, schiaffo a Pisapia: restituiamo l’Ambrogino d’Oro

Gliel’avevano giurata, al sindaco Pisapia, che con la sua giunta aveva duramente polemizzato con Dolce e Gabbana quando ai due stilisti milanesi era arrivata la notifica di un atto giudiziario per evasione fiscale. Ora che il contenzioso con il fisco s’è risolto a loro favore, Dolce e Gabbana annunciano che restituiranno al Comune di Milano l’Ambrogino d’oro che hanno ricevuto nel 2009.

Una vendetta postuma contro la giunta di centrosinistra

«Lo renderemo come da loro richiesta!», ha scritto via twitter Stefano Gabbana, postando il link a un articolo sui nomi proposti dal sindaco Giuliano Pisapia per i riconoscimenti che saranno consegnati il 7 dicembre. Nomi che vanno dall’ex presidente dell’Inter Ernesto Pellegrini, al Centro trapianti di fegato del Policlinico, all’associazione Gea-Genitori, a Paola Bottini, presidente della Fraternità Bahiana, a Chiara Montanari, giovane capo della spedizione italofrancese in Antartide, fino all’avvocato Remo Danovi e i pasticceri Vergani, specialisti del panetùn de Milan.

Uno strappo mai sanato dopo la “serrata” di protesta

Dopo l’assoluzione in Cassazione, dunque, si sta consumando la vendetta dei due simboli della moda milanese. Non è la prima volta che lo stilista annuncia via twitter di essere pronto a restituire il premio. Lo aveva già fatto l’anno scorso a luglio quando infuocava la polemica fra D&G e il Comune dopo le frasi dell’assessore al Commercio Franco D’Alfonso, secondo cui il Comune non avrebbe dato spazi a ”evasori” come D&G. All’epoca i due stilisti – assolti nei giorni scorsi dalla Cassazione – erano stati condannati in primo grado. Nonostante D’Alfonso abbia spiegato che quella era stata una frase detta in un colloquio informale e non rispecchiava la posizione di Palazzo Marino, i due stilisti avevano comunque chiuso tre giorni ”per indignazione” i punti vendita in città.