Dl stadi, l’ok alla Camera: i club pagheranno parte degli straordinari alla polizia. Ma infuriano le polemiche

Il decreto legge sulla violenza negli stadi passa alla Camera con 323 sì, 168 no e nove astenuti. Il via libera al testo sul quale l’esecutivo ha posto la ventiquattresima fiducua arriverà martedì, dopo l’esame degli ordini del giorno che avrà inizio alle 10:30. Così com’è suscita non poche perplessità a giudicare dall’incoerenza delle materie che il testo intenderebbe disciplinare. Solo un aspetto non è certo da disprezzare: il testo prevede infatti che gli straordinari delle forze dell’ordine in servizio fuori dagli stadi vengano pagati grazie a una quota dei biglietti venduti dalle società. Certo, le promesse di Renzi erano state più consistenti, ma per ora il testo non prevede alcun prelievo tra l’1 e il 3 per cento, sui ricavi complessivi dei club, come era stato ventilato. Sono salvi anche gli introiti derivanti dai diritti tv che una parte delle opposizioni aveva proposto di tassare. Ricordiamo che nella scorsa stagione sono stati quasi 200mila gli operatori di Polizia impiegati per la sicurezza negli stadi con un costo per lo Stato di circa 25 milioni di euro. Per questo le forze sindacali delle forze dell’ordine ritengono «positivo il concorso delle società di calcio nelle spese da destinare nello specifico capitolo di bilancio delle indennità di impiego delle Forze di Polizia nelle manifestazioni sportive».

Il problema è però più vasto e «la violenza negli stadi non si risolve certo con un decreto omnibus che il governo usa per regalare altri 130 milioni per l’accoglienza degli immigrati», dice  il deputato della Lega Nord, Cristian Invernizzi. L’osservazione si riferisca al fatto al fatto che ad essere sbagliata è proprio la filosofia di un decreto al cui interno è stato messo di tutto, come spiega Fabio Rampelli, capogruppo di Fratelli d’Italia-An: «Il dl stadi mette insieme violenza negli stadi, l’operazione “sfascia-frontiere” e finanziamenti di 350 milioni di euro per l’ammodernamento di equipaggiamenti e strutture di forze dell’ordine e vigili del fuoco. Solo su questo ultimo aspetto avremmo votato a favore. Ci auguriamo che il capo dello Stato censuri, come ha fatto con altri governi, la kafkiana disomogeneità dei decreti legge presentati dal governo Renzi». Insomma, un’insalata mista. «Il governo ha ridotto il parlamento a nient’altro che una sala lettura, una biblioteca», si sfoga il deputato leghista Roberto Simonetti, riferendosi all’ennesima decretazione di urgenza con cui il goerno chiede ed ottiene il blocco della discussione generale in aula e pone la fiducia sul suo testo già alla prima lettura parlamentare. Insomma, metodo e sostanza sono molto lacunosi in questo dl, che vede sul piede di guerra molti club: «L’idea di Renzi di far pagare ai club le forze di polizia allo stadio è una stupidata enorme. Se ne potrà discutere se lui e i politici si pagheranno le scorte», dice Maurizio Zamparini, patron del su Radio 2, a Un Giorno da Pecora. «Il calcio dà un miliardo e 200 milioni di tasse allo Stato, che servono per pagare i pubblici servizi, come quelli ai quali fa riferimento il premier Renzi», ha proseguito Zamparini, sottolineando come nel suo esercizio imprenditoriale passi «otto ore su 10 a  difendermi dallo Stato, a difendermi dalla burocrazia, a difendermi dalle tasse».