Delitto Letizia: accusati camorristi del clan dei Casalesi già detenuti

Svolta nelle indagini sulla sorte di Paolo Letizia, il giovane scomparso a Casal di Principe nel settembre 1989: la Dia di Napoli ha eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal gip su richiesta della Dda nei riguardi di vari esponenti del vertice del clan di camorra dei Casalesi, tutti già detenuti. Le ordinanze sono state emesse al termine delle indagini, riaperte poco più di un anno fa, sulla base di nuovi elementi con i quali gli investigatori hanno ricostruito le vicende relative al rapimento e alla soppressione di Paolo Letizia, avvenuto la sera del 19 settembre del 1989. Il giovane venne eliminato in un momento di massima recrudescenza della “pulizia etnica” che il clan dei Casalesi, nato dopo l’eliminazione di Antonio Bardellino, stava conducendo nei confronti degli affiliati rimasti fedeli ai parenti di quest’ultimo. Le nuove indagini sul “cold case” ricostruiscono la scomparsa del giovane e individuano i presunti responsabili del delitto. In questi anni decine sono stati gli appelli e gli interventi dei familiari, sui giornali e in televisione, per chiedere giustizia sulla vicenda di Paolo Letizia.
Nei giorni scorsi, in un’altra operazione anticamera, era finito in carcere Ciro Di Carluccio, 64 anni, ritenuto esponente del clan Contini, operante a Napoli, latitante dallo scorso mese di gennaio. Gli agenti delle questure di Napoli e Milano lo avevano sorpreso in una villetta di Pogliano Milanese. Di Carluccio, sfuggito alla cattura lo scorso gennaio, oltre ad essere accusato di estorsione, è gravemente indiziato di essere a capo di due compagini associative. Lo stesso è stato, secondo gli investigatori, uno dei più stretti fiduciari di Eduardo Contini, capo dell’omonimo clan inserito nel cartello camorristico dell’“Allenza di Secondigliano” che con le famiglie Licciardi e Mallardo ha interessi criminali anche nella provincia di Napoli.