D’Alema a gamba tesa su Renzi: «Stai facendo solo chiacchiere»

Sceglie il Sole 24 Ore Massimo D’Alema, per sferrare un attacco in piena regola a Matteo Renzi. Una scelta mirata. Il giornale della Confindustria è la tribuna ideale per sbertucciare un premier fin troppo coccolato dall’establishment di viale dell’Astronomia senza esporsi all’accusa di passatismo operaista.

“Il premier punta a spaccare il Paese”

Lo stile è quello consueto di D’Alema: ragionamenti sui grandi scenari e poi, quando meno te lo aspetti, il fendente scaricato con malcelata supponenza. L’incipit non lascia spazi ad interpretazioni: «Per ora – dice – vedo soltanto molti annunci. E uno stile di governo preoccupante che punta a creare fratture nella società». La preoccupazione maggiore nasce dalla tensione con la Cgil di Susanna Camusso, con cui (ma anche con le altre sigle) Renzi si è dichiarato indisponibile a trattare. «Questo modo di fare – continua l’ex presidente del Consiglio – spacca il Paese, prima ancora che il Pd. Vengono usate parole sprezzanti verso i magistrati, verso i funzionari pubblici. Sull’articolo 18 si è condotta una polemica tutta ideologica».

La scissione del Pd, l’Italicum, il Quirinale…

La scissione del Pd, tuttavia, non è dietro l’angolo: «Sarebbe un errore – avverte l’ex-presidente del Consiglio -. Si deve rendere più visibile e incisiva la presenza delle posizioni autenticamente riformiste». Nell’analisi dalemiana non poteva mancare il riferimento alla legge elettorale, che Renzi vorrebbe veder approvata entro l’anno con la modifica del premio di maggioranza alla lista. Il giudizio di D’Alema non consente repliche: «È un pasticcio». L’ultimo “pensiero” è dedicato al Quirinale, il colle che ai tempi della bicamerale per le riforme poi abortita D’Alema aveva pensato di scalare. Ambizioni ormai tramontate. «Penso che i tempi siano maturi per individuare una personalità femminile». E così, oltre a Renzi, è “servito” anche Napolitano.