Coree, scontro a fuoco tra due motovedette

Dopo l’incontro di calcio e i giochi asiatici sembrava che il disgelo tra Nord e Sud della penisola coreana fosse alle porte. Che nell’imminenza di una ripresa dei colloqui interrotti a febbraio, previsti per la fine di ottobre, tutto preludesse al dialogo tra Seul e Pongyang. E invece la corda è sempre tesa, tanto che intorno alle 9.50 locali (le 2.50 in Italia) c’è stato addirittura un breve “scambio” a colpi di arma da fuoco tra motovedette delle due Coree, fortunatamente senza conseguenze: secondo lo Stato maggiore di Seul, riferisce la Yonhap, una unità della Marina di Pyongyang «ha attraversato la Northern Limit Line» finendo nelle acque territoriali del Sud. Per sollecitarne il ritiro «i nostri militari hanno inviato messaggi e sparato un colpo di avvertimento. Il Nord, a sua volta, ha replicato al fuoco piuttosto che ritirarsi, e ci ha costretto a sparare di nuovo. Poi la nave è andata via».

Il problema potrebbe essere nato anche dal fatto che l’incidente è avvenuto lungo la Nll, la linea di confine de facto tra i due Paesi che, però, il Nord non riconosce visto che è stata tracciata dal Comando delle Nazioni Unite guidato dagli Stati Uniti alla fine della Guerra di Corea (1950-1953). Uno strano incidente di percorso nella lenta ripresa dei rapporti tra le due Coree, verificatosi – ancor più curiosamente – appena tre giorni dopo l’incontro di alto livello tenuto tra le delegazioni dei due Paesi in occasione della cerimonia di chiusura dei Giochi d’Asia che si sono svolti a Incheon, in Corea del Sud. Le parti, nell’occasione, hanno accettato di tenere un secondo round di colloqui, dello stesso tenore e sempre di alto livello, alla fine di ottobre o all’inizio di novembre. I colloqui, con la delegazione del Nord guidata da Hwang Pyong-so, il nuovo direttore generale dell’Ufficio politico militare e considerato il numero due del regime, hanno segnato di fatto il contatto di livello più elevato tra le due Coree da quando Park Geun-hye si è insediata a febbraio 2013 alla presidenza della Corea del Sud: che gli sforzi per la riunificazione subiscano una battuta d’arresto?