Contrordine compagni! Chiamparino ci ripensa: le Regioni possono affrontare le richieste di Renzi

«Renzi sta facendo cose giuste per l’Italia», «Le Regioni sono pronte a farsi carico di 4 miliardi di tagli», «Sarebbe meglio (ma non necessario, ndr) spostare un po’ il carico dal complesso degli enti locali a quello dei ministeri». Parola del presidente delle Regioni, Sergio Chiamparino, che ha decisamente smussato i toni rispetto a quelli usati per guidare la rivolta degli enti locali contro la legge di stabilità del governo. «Quando scoppiano le polemiche noi tutti diciamo sempre qualche parola di troppo. Poi i giornali fanno il loro mestiere, ma questo mi preoccupa fino a un certo punto: siamo in democrazia», ha detto, per giustificarsi. Precedentemente in un’intervista a Repubblica il governatore del Piemonte spiegava che «sugli sprechi delle Regioni Renzi ha usato toni offensivi», che «propone per le Regioni cose impossibili», che «l’aritmetica, che non è né di destra né di sinistra, gli dà torto», che «se Renzi dice che le Regioni italiane devono risparmiare 4 miliardi senza toccare sanità e trasporto pubblico dice una cosa impossibile da realizzare perché sul resto le Regioni spendono meno di 4 miliardi». Poi, «se vogliamo fare un po’ di demagogia, allora vale tutto», aggiungeva l’esponente Pd, renziano della prima ora, precisando comunque di non considerare il premier «un nemico, ma un interlocutore».
Toni non proprio concilianti, insomma, che però sono cambiati già a poche ore di distanza dall’intervista. Sentito stavolta da Sky, Chiamparino ha invocato il dialogo su richieste che aveva bollato come impossibili, ha detto che un modo per tirare fuori quei 4 miliardi si può trovare, ha spiegato che lui e gli altri governatori non sono né «guerrafondai», né «masanielli» e, anzi, sono pronti a incontrare nuovamente il governo anche subito. Soprattutto ha ribadito la sua assoluta fede renziana, che sembrava aver un po’ vacillato sul terreno scivoloso della Legge di Stabilità: «Matteo – ha detto a Sky – è un punto di riferimento fondamentale per il Pd e per il Paese e continuo a ritenermi suo sostenitore. Non ho nessun dubbio – ha aggiunto Chiamparino – che stia facendo le cose giuste per l’Italia».