Un colpo all’integralismo islamico: in Tunisia trionfa il partito dei laici

Anche i primi risultati parziali ufficiali dell’Isie (Commissione superiore indipendente per le elezioni) confermano la tendenza emersa dagli exit poll tunisini: il partito laico Nidaa Tounes si avvia a vincere le legislative, scavalcando clamorosamente gli islamici di Ennhadha, partito di maggioranza alle scorse elezioni. Secondo gli exit poll – i risultati definitivi delle elezioni si avranno entro mercoledì – Nidaa Tounes è in testa con il 36% delle preferenze. Seguono il partito di ispirazione religiosa Ennahdha con il 26%, il Front Populaire con il 5,4% che si contende il terzo posto con l’Upl di Slim Riahi al 4,8%, e Afek Tounes al 2,8%. Le prime indicazioni sembrano confermate dagli stessi partiti, con Ennhadha che ha ammesso la sconfitta. Il dato più eclatante è ovviamente la notizia del sorpasso dei laici nei confronti degli islamici.

Il voto di domenica segna una svolta storica

Intanto il leader di Nidaa, Beji Caji Essebsi, lunedì sera a France 24 ha dichiarato che «stima che la vittoria del suo partito è stabilita, ma che tuttavia bisogna attendere i risultati definitivi» e ha aggiunto di aver ricevuto una telefonata di congratulazioni per la vittoria da parte del capo di Ennhadha, Rached Ghannouchi, gesto che ovviamente ha apprezzato molto. Questo episodio elimina ogni dubbio su alcune polemiche circolate lunedì su eventuali brogli invocati da esponenti di Ennhadha come motivo per contestare la regolarità delle operazioni elettorali. Anzi, in pieno rispetto delle regole sull’alternanza, lunedì sera si è tenuta davanti al quartier generale di Ennhadha, a Tunisi, una manifestazione per celebrare la vittoria della Tunisia con Ghannouchi a proclamare: «Siamo vittoriosi, stiamo festeggiando per aver portato la Tunisia a queste elezioni. Stiamo festeggiando la libertà e il successo delle democrazia in Tunisia».

L’apprezzamento della comunità internazionale

Ascoltando queste parole, e considerando le attestazioni di stima giunte dalle cancellerie di tutto il mondo e dalle missioni internazionali di osservatori elettorali che nulla hanno avuto da eccepire in merito alle operazioni di voto di domenica, sembra piuttosto di stare assistendo a una sorta di lezione di democrazia da parte della Tunisia, che sorprende soprattutto coloro che non credevano che il percorso democratico in questo Paese fosse possibile.