Centri sociali scatenati in tutta Italia, è iniziato l’autunno caldo: scontri con la polizia e incursioni anti-fasciste

È arrivato l’autunno caldo per Matteo Renzi. Scendono in piazza centri sociali, No-Tav, anarchici, sinistra estrema, antagonisti, esponenti di Usb e Cobas decisi a rovinare la festa al premier. Da Torino a Bologna e Genova la piazza ribolle di istanze su lavoro, grandi opere, banche. E tornano gli scontri di piazza.
A Bologna l’occasione (ghiotta) per dare il via agli scontri è duplice: la lettura del Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco – in programma alle 17.30 nell’Aula Magna dell’Università di via Castiglione – e il presidio di Forza Nuova previsto nel tardo pomeriggio nella vicina Piazza San Domenico. Così in 100 fra antagonisti dei Centri sociali e sinistra estrema si ritrovano alle 16 nella zona della stazione decisi a impedire a Visco di parlare e ai manifestanti autorizzati di Forza Nuova di manifestare.
Il corteo, composto da alcune centinaia di manifestanti e aperto da uno striscione con scritto “Bologna libera e antifascista” come nelle migliori tradizioni di intolleranza della sinistra, dovrebbe, nelle bellicose intenzioni degli organizzatori, percorrere il centro della città per raggiungere i luoghi dove sono legittimamente programmate le iniziative bersaglio della manifestazione.
Il corteo, dopo aver sfilato pacificamente in via Indipendenza, si è avvicinato a via Castiglione dov’era schierato un cordone di polizia. A quel punto i Collettivi hanno tentato di sfondare la cintura di agenti in assetto antisommossa per puntare verso l’aula magna dell’Atene dov’era in corso la lettura del governatore della Banca d’Italia Ignazio alle celebrazione di 20 anni del Mulino.
Dai manifestanti delle prime file, coperti da caschi, sono partiti uova di vernice, bottiglie e alcuni grossi petardi contro la polizia. Il corteo ha poi provato a sfondare ed è partita una carica che ha respinto la manifestazione sulla vicina via Farini, una delle strade dello shopping bolognese piena di gente per il passeggio del sabato pomeriggio. Ci sono stati minuti di panico anche tra i passanti, con fumogeni, motorini rovesciati e tensione tra manifestanti e forze dell’ordine.
Anche a Torino, dopo gli incidenti di ieri che avevano visto gli esponenti dei centri sociali dare l’assalto ai poliziotti, gli antagonisti sono tornati in piazza contro il vertice europeo sul lavoro, definito dai manifestanti “il vertice dell’ipocrisia”.
L’appuntamento era a Palazzo Nuovo, sede delle facoltà umanistiche dell’Università: poi tutti in corteo per le strade del centro, ancora blindato dalle forze dell’ordine dopo gli incidenti di ieri.
Anche in questo caso un centinaio di antagonisti ed esponenti di Usb e Cobas si sono radunati davanti a Palazzo Nuovo, sede dell’università di Torino, per l’ultimo corteo di protesta contro il vertice dei ministri del Lavoro dell’Ue. L’idea dei manifestanti era quella di raggiungere il Teatro Regio, sede dell’incontro dei ministri Ue.
Il corteo è stato aperto dallo striscione “Contro il vertice dell’ipocrisia. Scuola per tutti precarietà per nessuno”. Tra i manifestanti, che hanno acceso alcuni fumogeni e scandiscono lo slogan “bloccheremo la città”, anche gruppi di attivisti No Tav e di Rifondazione Comunista. Insomma, intenzioni bellicose. Ma, alla fine, il corteo di protesta si è concluso senza incidenti, dopo aver attraversato il centro di Torino. La manifestazione si è poi sciolta in modo spontaneo all’altezza del Sermig, dopo aver attraversato il centro di Torino scandendo slogan.
Anche Genova ha vissuto il suo pomeriggio di città assediata dai Centri Sociali. In questo caso nel mirino dei manifestanti c’era le grandi opere. Antagonisti, centri sociali, No Tav e un gruppo di anarchici ha dato, dunque, vita a un corteo contro le grandi opere e “per la difesa del territorio” a Genova. Il corteo ha percorso le strade battute dall’alluvione del 10 ottobre scorso, partendo dal cimitero di Staglieno lungo Borgo Incrociati, il luogo dove l’onda di piena del Bisagno ha distrutto il quartiere e ucciso l’ex-infermiere di S.Martino, Antonio Campanella, fino in via XX Settembre e poi in piazza De Ferrari sotto la sede della Regione. Tra i partecipanti del corteo anche un gruppo di familiari della strage di Viareggio del 2009.